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LAVORI PUBBLICI

Appalti pubblici: le attività dell’Authority illustrate alla Camera

di Rossella Calabrese

Monitoraggio sulla sicurezza nei cantieri e indagine sui lavori dell'Alta velocità. Chiesti poteri sanzionatori

Vedi Aggiornamento del 08/08/2007
22/06/2007 – Si è svolta il 20 giugno presso la Commissione Ambiente della Camera, l’audizione informale del Presidente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, per l’illustrazione delle linee guida dell’attività dell’Autorità nel settore degli appalti pubblici e delle sue prospettive di sviluppo. La Commissione è stata messa al corrente sulle attuali funzioni e sul nuovo ruolo che l’Authority ha acquisito a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti pubblici, che ha ampliato le competenze dell’Autorità espandendone le responsabilità sui mercati di riferimento. Con l’insediamento del nuovo Presidente, Luigi Giampaolino, il Consiglio ha individuato le priorità per il 2007 e ha deciso di potenziare il ruolo dell’Osservatorio chiamato a completare il sistema informativo nazionale dei contratti pubblici. Al fine di migliorare le modalità di acquisizione e gestione dei dati informativi è in fase di completamento il Sistema informativo Nazionale dei Contratti Pubblici (SINCP). Sono d’altra parte notevoli i volumi di affari del settore su cui l’Authority è chiamata a vigilare: l’ammontare finanziario complessivo degli appalti pubblici è pari a 140 mld €/anno, mentre le imprese sono circa 1 milione, di cui probabilmente 300.000 attive su appalti sopra soglia; circa 20.000 stazioni appaltanti, 60.000 responsabili unici del procedimento e 36 Soa. Relativamente alla vigilanza sui lavori pubblici , un tema particolarmente problematico è quello del sistema di qualificazione delle imprese, nell’ambito del quale esistono problematiche derivanti dall’utilizzo dei promotori, generalmente esterni alle società, sui quali viene spesso fatta ricadere la responsabilità dell’eventuale uso di documenti falsi. L’affidamento a questi promotori esterni – spiega l’Authority - ha sviluppato vere e proprie attività illecite. Tuttavia il secondo decreto correttivo del Codice prevede che le revoche delle attestazioni a seguito dell’accertamento di documenti falsi comportino la risoluzione del contratto da parte delle stazioni appaltanti. Non è stato trascurato il tema della sicurezza sui cantieri . L’Autorità ha provveduto alla raccolta ed elaborazione dei dati sull’applicazione delle norme per la prevenzione dei rischi e delle malattie professionali nei cantieri; ha inoltre inviato al Governo e al Parlamento alcune osservazioni sulla disciplina relativa alla validazione dei piani di sicurezza dei cantieri ed alla verifica delle strutture provvisionali di particolare importanza statica. Sul fronte delle grandi infrastrutture, è stata avviata un’indagine conoscitiva sullo stato di realizzazione dell’ Alta Velocità/Alta Capacità , in particolare sullo scostamento dai costi e termini di esecuzione preventivati, nelle opere in corso di avanzata realizzazione ad opera di general contractor, quali le linee Roma-Napoli e Bologna-Firenze, e sulle prospettive future delle opere per le quali la legge n. 40/2007 ha disposto la revoca della concessione tra TAV S.p.A. e Ferrovie dello Stato. È stato poi ricordato il successo della nuova funzione del “precontenzioso” , il servizio fornito dall’Autorità per ridurre il ricorso all’arbitrato o al giudice amministrativo. In caso di controversia, le parti possono ricorrervi e ottenere dall’Authority un parere che, proprio per l’autorevolezza e la neutralità del soggetto emanante, costituisce un’efficace soluzione per le liti insorte in fase di gara. Ma la piena realizzazione della missione assegnata dal Codice dei contratti pubblici richiede – spiega l’Autorità - un adeguamento dei suoi poteri: in particolare, come già avvenuto per l’Antitrust, sembra maturo il momento di rafforzare e ampliare gli attuali poteri sanzionatori dell’Autorità nei confronti delle stazioni appaltanti, delle imprese e delle Soa. Si realizzerebbe così il meccanismo di chiusura del sistema, dotando di effettività le pronunce dell’Autorità e saldando, così, le “ragioni dell’erario” con “ le ragioni del mercato”. Infine, un appunto sul Regolamento di applicazione del Codice , in fase di stesura: secondo l’Autorità il testo predisposto sembrerebbe su alcuni punti, anche rilevanti (avvalimento e consorzi) limitarsi a riproporre pedissequamente le disposizioni della normativa primaria, appesantendo così lo schema in esame, invece di fornire una specificazione ed una disciplina di dettaglio, idonea a eliminare le incertezze presenti in materia.
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