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NORMATIVA

Le professioni nella relazione dell’Antitrust

di Rossella Calabrese

Il Presidente Catricalà: non è necessario abolire gli ordini, ma riformarli

Vedi Aggiornamento del 12/06/2008
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28/06/2007 - Si è tenuta martedì scorso alla Camera dei Deputati la Relazione Annuale sull'attività svolta nel 2006 dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il Presidente Antonio Catricalà ha presentato il lavoro svolto dall’Authority, partendo dal tema caldo degli ultimi mesi, quello delle liberalizzazioni. “Durante l’anno trascorso nel Paese è cresciuto l’interesse per le liberalizzazioni. Ordinamenti giuridici di settore hanno subito modifiche e si sono rinforzati gli intendimenti di tutti coloro che credono nella libertà di mercato. Tuttavia, per il poco tempo trascorso, non è ancora possibile apprezzarne gli effetti. Anche per questo la cultura che ha ispirato le riforme non è pienamente accettata” – ha detto Catricalà, aggiungendo che – “Resistenze sono opposte all’attuazione dei nuovi principi e l’Autorità è tuttora impegnata a contrastare i comportamenti elusivi delle nuove regole approvate dal Parlamento.” Relativamente al comparto delle libere professioni, il Presidente dell’Antitrust ha affermato che “nel settore delle professioni alcune attività contribuiscono alla diffusione dell’innovazione scientifica e tecnologica nell’interesse del Paese; altre sono preposte alla tutela di beni rilevanti a livello costituzionale. Ma i principi della competizione possono essere applicati in modo compatibile con la tutela degli interessi pubblici garantiti dalla regolazione. Occorre costruire i percorsi di accesso alla professione sì da assicurare l’adeguata preparazione del professionista senza bloccare l’ingresso di nuovi concorrenti. Non è necessario abolire gli ordini, ma riformarli. Il loro compito precipuo è la promozione della qualità delle prestazioni, il continuo aggiornamento dei professionisti, la tutela dei clienti prima che degli iscritti. È questo il salto di qualità che ci si attende.”

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