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NORMATIVA

Professioni: gli architetti romani contro il CUP

di Rossella Calabrese

L’Ordine di Roma non aderirà alla proposta di legge di riforma del CUP

Vedi Aggiornamento del 16/10/2007
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21/06/2007 - Si è tenuto ieri presso l’Ordine degli Architetti di Roma un convegno sul tema “Dis-Ordine professionale. Dialogo con gli architetti romani” in cui si è discusso della decisione dell’Ordine di Roma di non aderire all’iniziativa del Comitato Unitario delle Professioni (CUP) di una raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare alternativa alla proposta governativa. Al convegno, introdotto da Amedeo Schiattarella, Presidente dell’Ordine di Roma, sono intervenuti, tra gli altri, Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera e Clemente Mastella, Ministro della Giustizia. Il primo marzo scorso – ricorda l’Ordine di Roma nella pagina del sito www.architettiroma.it dedicata alla discussione – tutti i Consigli degli Ordini degli architetti d’Italia sono stati informati, con una circolare, che il Presidente del CNAPPC ha aderito all’iniziativa promossa dal CUP per la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare per la “Riforma dell’ordinamento delle professioni intellettuali”, invitando gli Ordini a raccogliere le firme necessarie per portare la proposta di legge in Parlamento. L’Ordine di Roma però nutre “grandi perplessità su questo tipo di iniziativa”; di conseguenza “prima di precipitarsi in strada con il banchetto per la raccolta delle firme”, ha deciso di aprire un forum con i suoi iscritti, “evidenziando una serie di questioni che, al momento, ci spingono a guardare diciamo con freddezza all’iniziativa del CNAPPC e del CUP”. Dal punto di vista del metodo, l’Ordine degli architetti di Roma si chiede con chi abbia concertato il CUP la sua ipotesi di riforma delle professioni, dopo che lo stesso CUP ha lamentato la mancata concertazione da parte del Governo nella definizione sia della legge Bersani che del disegno di legge Mastella. Gli ordini territoriali, mobilitati oggi per la raccolta delle firme – osserva l’Ordine –, non sono stati consultati nella fase di elaborazione della proposta di legge. Si tratta quindi di una “produzione autoctona” di un organismo di carattere associativo, che parla spesso a nome dei professionisti italiani. Gli ordini sono stati additati come corporazioni arroccate in difesa di interessi e privilegi – si legge nel documento – ma “una strategia di dialogo e di confronto, necessaria per far comprendere le nostre ragioni, difficilmente si persegue se i professionisti si scrivono da soli la legge, si raccolgono le firme e si dettano le regole”. “Gli ordini rivendicano un potere di rappresentanza che non hanno, per quello ci sono i sindacati – afferma il comitato degli architetti romani – gli albi professionali debbono garantire gli interessi della comunità e non difendere privilegi di casta, il testo stilato dal Comitato Unitario delle Professioni risponde ad esigenze di ordinamento superate dalla storia, considerando che deontologia, parcelle e tenuta dell’albo, i tre caposaldi del sistema professionale, sono da tempo decaduti”. Nella sua relazione il presidente Schiattarella ha fornito alcuni significativi dati: nei 27 paesi della Ue sono 450.000 gli architetti, 130.000 in Italia, uno ogni 500 abitanti (dato Wonderland). Il reddito medio procapite dell’architetto italiano e di circa 2.000 euro (dato Inarcassa): Gli architetti nel nostro paese realizzano 1,2 progetti l’anno, il dato più vicino al nostro è quello dell’Irlanda in cui ogni architetto realizza 10, 6 progetti all’anno. Nella classifica degli studi meglio remunerati del mondo, i primi italiani sono Gregotti e Fuksas che sono all’ 88°posto, primo è una società di progettazione giapponese che ha circa 1.000 dipendenti. Nonostante le molte critiche mosse al disegno di legge Mastella, il Consiglio dell’Ordine degli architetti di Roma ritiene che esso rappresenti “un buon punto di partenza per giungere ad una vera riforma del sistema ordinistico”. E invita i professionisti a mettere in discussione, con un pò di coraggio, alcune consolidate “certezze” del mondo professionale italiano. Propone quindi di modificare la configurazione istituzionale degli ordini per renderli simili ad una Authority e vede con favore anche l’ipotesi di accorpare gli Ordini per professionalità analoghe. "Chiedo al governo - ha concluso Schiattarella - gli strumenti per sostenere i giovani, perchè i costi della professione sono alti e soprattutto chiedo che sia approvata subito la legge sulla progettazione: per svincolarsi dal codice degli appalti, indire concorsi per tutte le opere pubbliche e tutelare l’unitarietà del progetto” Plaude alla presa di posizione dell’Ordine di Roma il Colap , il cui coordinatore nazionale Giuseppe Lupoi, intervenuto al convegno, prende atto che per la prima volta un Ordine si mostra interessato alla crescita ed alla modernizzazione del mercato e favorevole al riconoscimento delle associazioni professionali senza rivendicare rendite di posizione lobbistiche.

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