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NORMATIVA

Professioni: presentato il pdl di iniziativa popolare

di Rossella Calabrese

I promotori: una proposta di legge per la modernizzazione del Paese. Concluse intanto le audizioni alla Camera

Vedi Aggiornamento del 03/12/2007
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18/06/2007 - Si è tenuta il 14 giugno scorso a Roma la conferenza stampa di presentazione del Comitato promotore del progetto di legge di iniziativa popolare per la riforma dell’ordinamento delle professioni intellettuali. “Una proposta di legge per la modernizzazione del paese” – si legge nel comunicato del Comitato – per la quale è già iniziata la raccolta delle firme necessarie alla presentazione del testo in Parlamento. Il progetto – spiegano i promotori – interpreta in chiave moderna il ruolo che il professionista deve svolgere oggi con la sua attività nel contesto del mercato globale. Forte e netta è la scelta di campo: la professione intellettuale non può essere assimilata alla prestazione anonima dei servizi commerciali e imprenditoriali. Infatti per la sua natura di attività di interesse generale è fondata sul sapere e sulla conoscenza specializzata e prevede una componente fiduciaria per l’incarico soprattutto per il valore degli interessi del cittadino, che devono essere tutelati dal professionista sulla base di un’etica che è estranea invece alla logica dell’impresa. Si tratta di un progetto che riguarda innanzitutto le 29 professioni intellettuali regolamentate che raccolgono circa 2 milioni di professionisti, un patrimonio di conoscenze indispensabile per la competitività e la crescita. “I professionisti – ha dichiarato il portavoce del comitato promotore Raffaele Sirica - rappresentano un patrimonio di conoscenze di inestimabile valore per il nostro Paese. Abbiamo perciò scelto uno strumento costituzionale, democratico e partecipativo, per portare sul tavolo dei lavori parlamentari una riforma finalmente organica, che si distingue dai tentativi precedenti per l’apporto di idee nuove, a cominciare dal principio di sussidiarietà . Vorremmo che fosse ben chiaro infine – ha concluso Sirica – che il professionista non può essere assimilato all’impresa, noi agiamo secondo l’etica e non secondo il profitto”. Tra i principi che hanno ispirato questo disegno di legge spicca dunque quello di sussidiarietà, che consentirebbe ai professionisti e agli ordini di svolgere attività di interesse generale in aiuto dello Stato centrale, contribuendo da un lato a snellire la macchina amministrativa con possibili risparmi di spesa e dall’altro a farsi carico delle esigenze della collettività a tutela di quei valori di giustizia, salute, sicurezza, ambiente e risparmio che risultano connessi con l’esercizio delle professioni intellettuali. La richiesta del Comitato di mantenere gli Ordini e gli Albi professionali non deve essere interpretata come una difesa di posizioni di rendita bensì come la volontà di assicurare al cittadino un livello qualitativo ineccepibile del professionista al quale sono richieste puntuali e competenti prestazioni intellettuali, che devono essere ispirate al valore assoluto della conoscenza, dell’etica e della deontologia professionale. Su queste basi il sistema degli Ordini Nazionali e Territoriali rappresenterà una garanzia per il cittadino che per le sue esigenze potrà affidarsi tanto al professionista affermato che al neo professionista, sicuro che il livello minimo della prestazione sarà sempre garantito dall’attività di controllo del sistema ordinistico sia in termini di qualità che di etica. Nella stessa giornata di giovedì 14 giugno, le Commissioni riunite Giustizie e Attività produttive della Camera hanno ascoltato i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL, dell'Unione Camere penali italiane, della Lega nazionale delle cooperative e mutue (LEGACOOP) e dell'Associazione liberi professionisti (ALP), in relazione all'esame dei progetti di in materia di riforma delle professioni.

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