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LAVORI PUBBLICI

Appalto integrato: in arrivo possibili limitazioni

di Rossella Calabrese

La Commissione Ambiente della Camera concorda con i progettisti

Vedi Aggiornamento del 13/07/2007
12/07/2007 – Non è rimasto inascoltato l’appello lanciato nei giorni scorsi dai progettisti al Governo in merito ai rischi che l’eccessivo ricorso alla procedura dell’appalto integrato comporterebbe per la qualità della progettazione e per la sicurezza dei cittadini. Leggi tutto La Commissione Ambiente della Camera è tornata infatti, il 10 luglio scorso, ad esaminare lo schema di decreto di modifica del Codice degli appalti pubblici, concentrandosi proprio sulle istanze che sono emerse dalle audizioni. I punti nodali – illustrati dal relatore del provvedimento, Tino Iannuzzi – sono concentrati, anzitutto, nella disciplina dell'appalto integrato: in proposito, è possibile giungere ad una riscrittura della norma di cui all'articolo 53 del Codice degli appalti, che consenta di individuare una mediazione tra le diverse posizioni in campo. È importante – ha spiegato Iannuzzi - che la Commissione rifletta attentamente sulla disposizione che pone il progetto preliminare a base della gara di appalto integrato, considerando tale disposizione suscettibile di approfondimenti e, eventualmente, di parziali modificazioni. Allo stesso tempo, ha segnalato l'esigenza di affrontare la questione della tutela dei giovani professionisti e, in particolare, dei giovani progettisti, e di verificare con attenzione la richiesta di un possibile ampliamento dell'istituto del contraente generale, in modo che tale figura possa partecipare anche alla gestione e alla manutenzione delle opere realizzate. Il deputato Salvatore Margiotta ha ricordato che la legge Merloni (109/1994) venne - forse giustamente - vissuta dalle categorie interessate come eccessivamente punitiva, mentre ora il rischio può essere quello di oscillare pericolosamente su un versante opposto. È inopportuno – secondo Margiotta - porre a base di gara il progetto preliminare, demandando integralmente alle imprese il ruolo progettuale, con il rischio di produrre scarse garanzie sulla qualità dei progetti e, anche, una «mortificazione» della figura dei progettisti. Tale valutazione, a suo giudizio, è rafforzata da ragioni tecniche, poiché è evidente che lo spostamento della base di gara al progetto definitivo consentirebbe anche un maggiore rispetto delle prescrizioni relative ai lavori da realizzare, oltre che minori contenziosi, come dimostrato, peraltro, dalla recente esperienza della «legge obiettivo», in attuazione della quale l'appalto integrato - che si è sempre realizzato sul progetto definitivo - non ha sinora prodotto alcun problema significativo.
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