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LAVORI PUBBLICI

Assemblea Ance: occorre una politica che ‘sappia decidere’

di Rossella Calabrese

Le richieste: liberalizzazione del mercato, certezza delle risorse per le opere pubbliche, rilancio delle città

Vedi Aggiornamento del 22/05/2008
19/07/2007 - Si è tenuta lo scorso 17 luglio l’Assemblea annuale dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), durante la quale, alla presenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi, del ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta e di numerosi esponenti politici, il Presidente, Paolo Buzzetti ha illustrato il punto di vista dell’Associazione sulla politica infrastrutturale dell’Italia. Quattro le richieste dell’Ance: rompere una volta per tutte con la cronica incapacità decisionale che paralizza il Paese condannandolo a ritardi e arretratezze inaccettabili, rendere più sicuro e spedito il cammino verso la completa liberalizzazione del mercato, garantire certezza e continuità nei trasferimenti delle risorse per le opere pubbliche, puntare con decisione sul rilancio delle città. Sulla necessità di “saper decidere” , Buzzetti ha definito paradossale il fatto che le capacità decisionali della politica abbiano raggiunto il minimo storico proprio nel momento in cui sono necessarie scelte rapide; scelte impedite in troppi casi, secondo il presidente dell’Ance, dalla logica del consenso unanime ad ogni costo, dalla “politica del no” elevata a sistema. Altrettanto urgente è la liberalizzazione il sistema economico . Ci sono state delle aperture ma - ha puntualizzato Buzzetti – “esistono ancora potenti barriere e fortissime lobby”, nonché pesanti fenomeni di elusione della concorrenza, come i lavori in house messi in atto da società miste a maggioranza comunale o regionale, che sono contemporaneamente enti appaltanti e società esecutrici. Il terzo impegno chiesto dal presidente dell’Ance al governo è in materia di risorse per le opere pubbliche : nonostante l’apprezzabile incremento previsto dall’ultima Finanziaria (+23%), la complessità e la lunghezza dei processi decisionali - ha dichiarato il presidente dell’Ance - stanno determinando una vera e propria asfissia negli appalti. L’Ance chiede inoltre al governo di garantire l’affidabilità degli impegni presi, accelerando i processi decisionali e garantendo continuità nei trasferimenti delle risorse. Ma Buzzetti ha sollecitato il governo anche a rimettere al centro dell’attenzione il tema del rilancio urbano . “Se il problema delle città deve diventare una questione di interesse nazionale, come si afferma del resto anche nell’allegato Infrastrutture al Dpef, nazionale - ha detto il presidente dei costruttori - dovrà essere lo sforzo finanziario, organizzativo e istituzionale”. In materia di appalti l’Ance chiede al governo una radicale semplificazione degli adempimenti e un sistema normativo chiaro e univoco su tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda, in particolare, il problema della qualificazione delle imprese, Buzzetti ha chiesto di abbandonare l’ossessivo riferimento al fatturato, che diventa una delle cause dei ribassi eccessivi. Secondo l’Ance la disciplina regolatrice dell’accesso agli appalti andrebbe fondata, invece, su requisiti “sostanziali”, come la solidità finanziaria, le attrezzature specialistiche, il personale tecnico, le garanzie di sicurezza. “Su questo fronte - ha detto comunque il presidente dell’Ance - il Regolamento attuativo del Codice degli appalti ci fa ben sperare”. Non sono invece arrivate le risposte da tempo sollecitate dalla categoria in materia fiscale: aumenti dei costi, pesanti oneri gestionali e situazioni di incertezza per le imprese sono derivati anche dagli innumerevoli nuovi adempimenti, in particolare reverse charge e responsabilità solidale dell’appaltatore nei confronti del subappaltatore. Così come non hanno trovato ancora posto misure importanti in materia di lavoro, come la riduzione del differenziale tra costo del lavoro e retribuzione netta e la stabilizzazione dello sgravio dell’11,50%. Il Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro , ha fornito delle risposte, ricordando l’impegno del governo ad aumentare gli stanziamenti per le opere pubbliche, come dimostrano la Finanziaria e il Dpef da poco approvato. Il Ministro ha inoltre ricordato che è in corso un’importante riscrittura del Codice degli appalti, che comprende l’introduzione del nuovo istituto dell’avvalimento, un forte ripensamento del sistema delle Soa e gli interventi per arginare l’eccessiva autonomia legislativa delle Regioni, causa di norme frammentate e eterogenee. Fonte: www.ance.it
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