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LAVORI PUBBLICI

Decreto correttivo del Codice appalti: limiti all’appalto integrato

di Rossella Calabrese

Commissione Ambiente della Camera chiede che sia consentito solo per lavori di importo superiore a 10 milioni di euro

Vedi Aggiornamento del 23/11/2007
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20/07/2007 - La Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera ha espresso parere favorevole con condizioni e osservazioni (allegato sotto) sul secondo decreto correttivo del Codice degli appalti pubblici ( Dlgs 163/2006 ). Per quanto riguarda l’ appalto integrato , la Commissione chiede che sia eliminata la lettera c), dell’art. 53, comma 2, del Codice che, consentendo lo svolgimento della gara sulla base del progetto preliminare, prevede l’ipotesi di appalti aventi ad oggetto, previa acquisizione del progetto definitivo in sede di offerta, la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori. La Commissione chiede, inoltre, di introdurre una nuova lettera c), che consenta espressamente l'utilizzo della tipologia di cui alla lettera b) (progettazione esecutiva ed esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo dell'amministrazione aggiudicatrice) anche nell’ulteriore caso in cui la stazione appaltante ritenga possibile che la progettazione definitiva da essa redatta possa essere migliorata, unicamente nelle parti indicate dal bando, con integrazioni tecniche proposte dalle imprese concorrenti in sede di offerta. Viene chiesto, inoltre, che il ricorso alle tipologie di contratto di cui alla lettera b) e alla nuova lettera c) sia possibile solo per lavori di importo superiore a 10 milioni di euro o caratterizzati da un’elevata componente impiantistica o tecnologica. In questi casi – secondo la Commissione – va esplicitamente previsto che si utilizzi per l'aggiudicazione dell'appalto il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, dando preminenza al profilo qualitativo e al pregio tecnico della progettazione, e che, nei contratti per la sola esecuzione, sia utilizzato di norma il criterio del prezzo più basso, utilizzando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa soltanto nel caso in cui si ritenga possibile un miglioramento del progetto esecutivo posto a base di gara per effetto delle proposte dei concorrenti. Sono stati quindi accolti gli appelli dei progettisti, secondo cui l'appalto integrato metterebbe a rischio la qualità delle opere e la sicurezza dei cittadini ( leggi tutto ). La Commissione chiede poi di prevedere (modificando l’art. 53 comma 3) che - nel caso di contratti che hanno ad oggetto anche la progettazione - la stazione appaltante corrisponda direttamente al progettista, se esterno all'impresa, gli oneri di progettazione definiti nel bando di gara, al netto del ribasso offerto. Per quanto riguarda il dialogo competitivo la Commissione chiede di chiarire se, per le infrastrutture strategiche, non è consentito il ricorso al dialogo competitivo oppure è consentito in assenza del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Altra condizione per il parere favorevole è la soppressione dell’articolo 1, comma 1, n. 5), del decreto correttivo, che estende ai concorsi di progettazione e idee sotto soglia comunitaria (di cui all'articolo 110 del codice) la procedura prevista per l'affidamento di incarichi di progettazione di importo inferiore ai 100.000 euro dall'articolo 91, comma 2 (che, a sua volta, rinvia all'articolo 57, comma 6) del codice medesimo. Tale disposizione - spiega la Commissione - comportando un irrigidimento della procedura di selezione dei progettisti, penalizzerebbe i giovani nell'accesso al mercato della progettazione. Con riferimento ai consorzi stabili , va ripristinato il divieto di partecipazione alla gara per tutti i consorziati, e non soltanto dei consorziati indicati in sede di offerta. Per rendere più rigorosa la disciplina del subappalto , la Commissione chiede di includere anche i servizi e le forniture, oltre ai lavori, nella definizione di subappalto recata dal comma 11 dell'articolo 118 del Codice; tale esclusione potrebbe infatti risultare in contrasto con la disciplina antimafia. Altre condizioni riguardano i contratti tra appaltatore e subappaltatore e la riduzione dei costi relativi alla qualificazione per le piccole e medie imprese , anche attraverso l'abolizione dei minimi tariffari. Viene chiesto, infine, di modificare la disciplina del project financing , eliminando il diritto di prelazione a favore del promotore, nel caso di adeguamento della proposta a quella giudicata più conveniente dall'amministrazione. Parere favorevole con condizioni è stato espresso anche dalla Commissione Lavori pubblici del Senato , che chiede di abrogare la possibilità che, nell’appalto integrato, le spese di progettazione esecutiva siano soggette a ribasso d’asta (art. 53, comma 3); altre condizioni riguardano le tariffe minime. Viene chiesto, inoltre, di inserire nel correttivo la disciplina della locazione finanziaria, “trasferendo” nel decreto alcuni commi (907, 908, 912, 913 e 914) della Finanziaria. La Commissione chiede di aggiungere nel comma 1 dell’articolo 82, al fine di fornire indicazioni più ampie in merito ai criteri per la valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche criteri relativi al contenimento dei consumi energetici e alla sicurezza e la salute dei lavoratori. Ricordiamo che lo scorso 13 luglio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice dei contratti pubblici, che sostituirà le previgenti norme attuative in materia, tra cui il Dpr 554/1999 e il Dpr 34/2000.

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