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Riforma professioni: nuova audizione dell’Antitrust

di Rossella Calabrese

Catricalà: il tirocinio deve durare il meno possibile; relazione troppo stretta tra gli ordini e i propri amministrati

Vedi Aggiornamento del 04/02/2010
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11/07/2007 - È proseguito nelle scorse settimane l’esame da parte delle Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera, del disegno di legge di riforma delle professioni. In una delle ultime sedute è stata completata l’audizione del presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà e di rappresentanti dell'Associazione degli enti previdenziali privati (ADEPP). Al presidente dell’Antitrust i deputati Laurini e Balducci hanno chiesto, rispettivamente, chiarimenti sulla necessità (sostenuta nell’ultima relazione annuale, presentata alcuni giorni fa) di non abolire gli ordini, ma di riformarli ( leggi tutto ) e sui rischi per la qualità dei nuovi professionisti, nell’ipotesi in cui venisse ridotta la durata del tirocinio professionale. La deputata Balducci ha chiesto inoltre quali sono, ad avviso dell’Antitrust, le funzioni esercitate dagli ordini professionali che confliggono con le esigenze della libera concorrenza. Il deputato Pierluigi Mantini ha posto una domanda circa l’applicabilità delle tariffe minime nei concorsi di progettazione per le opere pubbliche, affermando che, in base all’art. 90 e seguenti del Codice degli appalti, i minimi dovrebbero continuare ad esistere almeno per la parte pubblica; fermo restando che anche per gli architetti le tariffe minime non esistono più a seguito del decreto Bersani. Tuttavia – ha aggiunto Mantini -, per quelle specifiche attività ove è bene che il concorso si svolga sul progetto migliore, ossia sulla qualità e non sul prezzo, questo potrebbe essere oggetto di precisazioni. Mantini ha, inoltre, annunciato che "per ragioni di tempi parlamentari non escludiamo di valutare l'ipotesi che da una legge delega si possa passare ad una legge quadro di princìpi fondamentali , naturalmente da completare con regolamenti governativi e quindi con una diversa articolazione". Catricalà ha ribadito che, a parere dell’Antitrust, gli Ordini sono i tutori della deontologia professionale e quindi, laddove l’ordine sia ritenuto utile dalla legge, l'iscrizione deve essere obbligatoria; altrimenti le associazioni potrebbero occuparsi del coordinamento, dell’uniformità della prestazione e della certificazione della qualità, se richiesta, sempre per quelle professioni per le quali il Parlamento non ritenga vi siano alti valori costituzionali da garantire, su cui le esigenze del libero accesso al mercato delle professioni dovrebbero essere limitate. Per quanto riguarda il tirocinio “sappiamo – ha detto Catricalà - che esiste lo sfruttamento dei nostri giovani durante i tirocini, che molto spesso non offrono insegnamenti di qualità, di preparazione e neanche di dirittura morale che dovrebbero, invece, improntare la docenza richiesta a tale pratica”. Secondo l’Authority il tirocinio deve durare il meno possibile e svolgersi in una fase che non pregiudichi l'ingresso del giovane nel mondo del lavoro; si potrebbe anticiparlo alla fase universitaria, coniugando lo studio teorico con l'applicazione pratica. Relativamente alle funzioni degli ordini che confliggono con le idee della concorrenza , Catricalà ha fatto riferimento alla troppo stretta relazione che intercorre tra gli ordini e i propri amministrati. “Non dico che l'Ordine dovrebbe essere terzo, ma nemmeno il rappresentante di una categoria: dovrebbe invece rappresentare la deontologia e la preparazione professionale” ha spiegato. Per quanto riguarda poi il tema delle tariffe , Catricalà ha sottolineato la disinformazione dei clienti che si rivolgono ai professionisti. L’obiettivo è quello di avere la piena trasparenza delle condizioni contrattuali: conoscere dall'inizio il costo della prestazione e, soprattutto, i rischi e gli ostacoli amministrativi. Su questo tema è in corso un’indagine conoscitiva dell’Authority ( leggi tutto ), durante la quale - ha affermato Catricalà - sono stati riscontrati atteggiamenti molto positivi da parte dei geometri e dei periti industriali. Nel prosieguo dell’audizione sono stati affrontati i temi relativi alla disciplina delle casse di previdenza delle varie categorie professionali.

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