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Ristrutturazioni, tetto di 48mila euro per immobile

di Rossella Calabrese

Entrate: il limite va riferito all’unità abitativa comprese le pertinenze

Vedi Aggiornamento del 29/01/2008
17/07/2007 - Il limite complessivo per la detrazione del 36% delle spese di ristrutturazione è pari a 48.000 euro e tale limite va riferito all’unità abitativa e alle sue pertinenze unitariamente considerate. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 167/E del 12 luglio 2007 , rispondendo al quesito di un contribuente che intende ristrutturare un edificio composto di tre singole unità immobiliari distintamente accatastate una come A4 e le altre due, ad essa pertinenziali, come C2. Il contribuente ha posto diversi quesiti: 1. quale sia il limite di spesa complessivo sul quale applicare la detrazione del 36%; 2. quale sia il corretto criterio per l'imputazione dei costi alle singole unità immobiliari nel caso di sostenimento di spese che riguardino congiuntamente le tre unità immobiliari (costi di perizie, sopralluoghi e oneri sostenuti per il rilascio del permesso di costruire); 3. quale sia il limite di spesa per gli interventi realizzati sulle parti comuni dell'edificio; 4. come debba essere emessa la fattura di acconto per i lavori non ancora eseguiti, con particolare riferimento alla necessità di evidenziare, anche in tal caso, il costo della manodopera; 5. come possa fruire della detrazione del 36% il coniuge convivente che partecipa alle spese. L’Agenzia delle Entrate premette che la Finanziaria 2007 ha prorogato la detrazione Irpef del 36%, nel limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Dal 1° ottobre 2006 il limite di 48.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare e pertanto prescinde dal numero degli aventi diritto alla detrazione. La Finanziaria inoltre, al comma 388, ha confermato quanto disposto dall'art. 35, comma 19, del DL 223/2006, riguardo l'obbligo, pena il diniego dell'agevolazione, di indicare in fattura il costo della manodopera. Riguardo al secondo quesito, l’Agenzia precisa che il limite va suddiviso in proporzione alle spese sostenute dagli aventi diritto, qualora l’onere delle stesse non sia stato sopportato in uguale misura. Inoltre, non può essere considerato un autonomo limite di spesa per gli interventi sulle parti comuni; infatti, nel caso in esame, l’edificio è costituito esclusivamente da un’unità abitativa e dalle relative pertinenze e non sono ravvisabili elementi dell’edificio qualificabili come “parti comuni”. Per quanto riguarda la sussistenza o meno dell’obbligo di evidenziare il costo della manodopera anche nella fattura d'acconto, l’Agenzia spiega che non è necessaria tale indicazione nella fattura d’acconto, ma solo nella fattura emessa a titolo di saldo. Infine, “se i soggetti che si avvalgono del beneficio sono più di uno, è sufficiente che uno solo provveda alla trasmissione del modulo e che il contribuente che non ha trasmesso il modulo deve indicare il codice fiscale di chi ha provveduto alla trasmissione in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi” (Risoluzione 184/E del 2002).

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