Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Agibilità, un bypass per gli abusi edilizi?
NORMATIVA Agibilità, un bypass per gli abusi edilizi?
ARCHITETTURA

Tokyo: la nuova biblioteca della Tama Art University

di Roberta Dragone

Il progetto del celebre architetto giapponese Toyo Ito

Commenti 6673
14/09/2007 - Un ampio spazio come luogo di aggregazione accessibile a tutta la comunità. “Un posto dove tutti possano scoprire il proprio modo di interagire con i libri avendo la sensazione di attraversare una foresta o una cava; un porticato dove le relazioni nascano semplicemente camminando; un punto centrale da cui un nuovo senso di creatività cominci a diffondersi per tutto il campus”. È questa l’idea che ha ispirato il noto architetto giapponese Toyo Ito nella progettazione della nuova biblioteca della Tama Art University di Tokyo . La struttura sorge all’interno del campus su un suolo caratterizzato da un leggero pendio; elemento che Toyo Ito ha trasformato in originale peculiarità del progetto. Il piano terra segue infatti la topografia del suolo in un movimento di graduale salita. “La nostra idea – spiegano i progettisti dello studio di Toyo Ito – è consistita nel realizzare a piano terra un’ampia galleria aperta che fungesse da passaggio principale per l’attraversamento del campus, anche per chi non intendesse entrare in biblioteca. Per consentire il flusso di queste persone all’interno dell’edificio abbiamo immaginato una struttura con degli archi sufficientemente distanziati l’uno dall’altro che offrissero la sensazione di una continuazione del piano inclinato e del giardino frontale anche all’interno dell’edificio”. Gli archi, strutture di acciaio rivestite in cemento armato e munite di isolatori antisismici in gomma, poggiano sul piano interrato e sostengono il corpo principale dell’edificio. Le curve degli archi si intersecano in diversi punti, formando un solido sistema di sostegno per il pesante carico del piano superiore. Nonostante la luce degli archi varii da 1,8 a 16 metri, all’altezza di 2 metri la loro ampiezza risulta uniforme. L’intersezione degli archi contribuisce inoltre ad articolare una serie di zone differenti all’interno dell’open space della galleria. Scaffali e scrivanie dalle geometrie diverse e pareti divisorie in vetro che fungono da bacheche conferiscono poi alle diverse zone un carattere individuale conservando al tempo stesso la continuità spaziale che Toyo Ito ha desiderato diventasse l’elemento distintivo dell’Arcade Gallery.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui