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Codice appalti, nella Relazione le novità del secondo correttivo

di Rossella Calabrese

Le modifiche rispondono all’esigenza di conformarsi alla normativa UE e ai principi di concorrenza e trasparenza

Vedi Aggiornamento del 04/04/2008
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06/09/2007 - Pubblichiamo la Relazione illustrativa (allegata sotto) che accompagna il DLgs n. 113 del 31 luglio 2007 , secondo correttivo del Codice degli appalti pubblici ( Dlgs 163/2006 ). Con il secondo correttivo – si legge nella Relazione – si intendono apportare ulteriori modifiche al Codice, proseguendo l’opera di revisione avviata con il primo correttivo ( Dlgs 6/2007 , in vigore dal 15 febbraio 2007), che ha concluso il proprio iter pressoché simultaneamente all’avvio dell’esame di questo secondo strumento correttivo, suggellando una seconda fase del processo di riforma, che interessa l’intero settore dei contratti pubblici, puntando alla definizione di una disciplina della materia più organica e condivisa. Le modifiche rispondono all’esigenza di conformarsi alla normativa comunitaria, ma anche a principi di apertura del mercato, di concorrenza tra gli operatori economici e di trasparenza e snellimento delle procedure. La relazione – cui rimandiamo – dà atto in dettaglio delle modifiche apportate al DLgs 163/2006. Un primo gruppo di disposizioni correttive interessano istituti giuridici la cui concreta applicazione era stata già oggetto di sospensione ai sensi del decreto legge n. 173 del 2006, convertito con modificazioni dalla legge n. 228 del 2006, nonché del primo decreto legislativo correttivo del codice. In particolare, riportiamo alcuni degli istituti interessati dalle modifiche: Con la modifica relativa al dialogo competitivo , di cui all’ articolo 58 si intende introdurre a favore delle Amministrazioni pubbliche che intendono ricorrere a questo strumento innovativo il conforto del parere del maggiore organo consultivo in materia di contratti pubblici, in analogia a quanto già previsto dalla legge n. 109/1994 per l’appalto concorso. Questo consentirebbe alle stazioni appaltanti di acquisire gratuitamente il know how di imprese specializzate, evitando, però, che si ricorra al dialogo competitivo solo perché una stazione appaltante, per vari motivi, non s’impegna a definire la cornice tecnico economica del bisogno che deve soddisfare. La modifica relativa all’ articolo 59 riguarda l’ accordo quadro mediante il quale le stazioni appaltanti definiscono con uno o più operatori economici, contestualmente selezionati, le clausole relative alla qualità, quantità, pregio tecnico, termini di esecuzione e prezzi degli appalti da aggiudicare nell’arco di un periodo di tempo determinato, al massimo quattro anni. Si ritiene, al fine di garantire una maggiore concorrenza nel mercato, che lo stesso sia limitato, nel caso di lavori, esclusivamente alle manutenzioni e che sia escluso per la progettazione e per gli altri servizi di natura intellettuale, in considerazione della specificità degli stessi. La modifica dell’ articolo 110 elimina un vuoto normativo, estendendo ai concorsi di idee sotto soglia comunitaria la procedura di affidamento di cui all’articolo 91, comma 2, del Codice, già prevista per i concorsi di progettazione di importo inferiore alla soglia di cui al comma 1 del medesimo articolo 91. Per quanto riguarda, infine, il dialogo competitivo e l’ appalto integrato , si ritiene che tali istituti debbano entrare in vigore contestualmente al nuovo Regolamento (di imminente adozione) , che dovrà prevedere una disciplina di dettaglio. In particolare, in merito all’appalto integrato, si evidenzia che le normativa comunitaria è nel senso della piena liberalizzazione dell’appalto avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione e che il differimento dell’entrata in vigore dell’istituto alla data di vigenza dell’emanando regolamento consente di legare le disposizioni sull’appalto integrato alla disciplina esecutiva ed attuativa recata dal regolamento medesimo.

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