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LAVORI PUBBLICI

Senza appalto integrato a rischio i nuovi cantieri

di Rossella Calabrese

I suggerimenti dell’Istituto Grandi Infrastrutture su appalto integrato e prelazione dopo le modifiche al Codice

Vedi Aggiornamento del 07/04/2008
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21/09/2007 - La sospensione dell’appalto integrato fino all’entrata in vigore del Regolamento, cioè fino a metà dell’anno prossimo, rischia di provocare un grave rallentamento dell’apertura di nuovi cantieri.

È questo l’allarme lanciato dall’IGI, Istituto Grandi Infrastrutture, con un editoriale dedicato all’appalto integrato e al diritto di prelazione nelle procedure di project financing.

Appalto integrato
Le stazioni appaltanti in possesso di progetti preliminari o definitivi dovranno – spiega IGI – procedere a sviluppare i progetti fino a renderli esecutivi, prima di poter appaltare i lavori. C’è un rimedio a tutto questo? – si interroga l’Istituto. V’è cioè la possibilità di sbloccare la situazione? La risposta è sì, e lo strumento è l’appalto-concorso. Contrariamente a quel che si va sostenendo, l’appalto concorso non è “scomparso” dall’ordinamento.

A parte l’art. 70, comma 11, lett. b, del Dlgs 163/2006 (Codice degli appalti) “un termine per la ricezione delle offerte non inferiore a dieci giorni, ovvero non inferiore a trenta giorni se l'offerta ha per oggetto anche il progetto esecutivo, decorrente dalla data di invio dell'invito a presentare offerte. Tale previsione non si applica al termine per la ricezione delle offerte), bisogna ricordare che la caratteristica di questo sistema di contrattazione è, che l’obbligazione dell’appaltatore consiste esclusivamente nell’esecuzione dei lavori; a differenza dell’appalto integrato, in cui vi sono due obbligazioni: progettare ed eseguire.
L’appalto-concorso è stato sempre circondato da diffidenza, e ciò per due motivi: è costoso, perché i progetti non vincitori sono una spesa inutile; è discrezionale nella scelta.

Tuttavia, occorre considerare che, se la Pubblica Amministrazione dispone di un progetto definitivo, la spesa di tutta l’operazione si riduce, perché il costo del progetto esecutivo diminuisce in funzione del livello di progettazione messo in gara dalla Pubblica Amministrazione. Quanto alla discrezionalità, essa non è maggiore, rispetto all’appalto integrato.

Ricorrendo all’appalto-concorso – conclude l’Igi – le Pubbliche Amministrazioni possono ovviare al blocco delle gare, nel caso dispongano di progetti definitivi o preliminari.

Un’ultima considerazione: l’art. 253, comma 1-quinquies, (introdotto dal Dlgs 113/2007 correttivo del Codice) che ha sospeso l’appalto integrato, ha erroneamente sospeso anche la lett. a) del comma 2 dell’art. 253 del Dlgs 163/2006. Questo potrebbe condurre ad un blocco di tutti i lavori pubblici, anche di quelli dotati di progetto esecutivo, che si appaltano al massimo ribasso.

Prelazione
Per quanto riguarda la prelazione, l’impressione è che l’operazione abrogativa sia stata causata più da fretta che da un’effettiva esigenza di conformarci all’Europa. Per non dire che, se la finalità era quella di aderire alle richieste comunitarie, si sarebbe dovuto eliminare dall’ordinamento lo stesso istituto del promotore.

Ma, andiamo con ordine, e partiamo dalla procedura di infrazione che la Commissione avviò, quando non era stata ancora approvata la legge 18 aprile 2005, n. 62. La norma “incriminata” prevedeva che il promotore potesse presentare la propria proposta, una volta approvato il programma. La proposta era, dunque, condizionata esclusivamente al varo del programma.
Successivamente, la legge 166/2002 inserì la pubblicità, stabilendo che, entro 20 giorni dall’approvazione del programma, le Amministrazioni dovevano rendere nota la presenza, nel programma, delle opere finanziabili con capitali privati.
Infine, la legge 62/2005 inserì, in questo contesto, una disposizione in forza della quale l’avviso doveva contenere “i criteri in base ai quali l’Amministrazione procedere alla valutazione comparativa tra le diverse proposte”. In più, l’avviso doveva rendere nota la titolarità in capo al promotore, del diritto di prelazione.
Questa ultima modifica è, però, intervenuta dopo che la Commissione aveva presentato ricorso, alla Corte di Giustizia.

Fonte: www.igitalia.it


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