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LAVORI PUBBLICI

Veneto, nuove norme sugli appalti pubblici

di Rossella Calabrese
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Tutele per i lavoratori e soglie più alte per la procedura negoziata

Vedi Aggiornamento del 27/11/2007
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03/09/2007 - In concomitanza con l’emanazione del secondo decreto correttivo del Codice degli appalti ( leggi ), anche la Regione Veneto legifera su questo tema, con la legge regionale n. 17 del 20 luglio 2007, che modifica la Lr 27/2003 in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche. Temi principali delle nuove norme sono la sicurezza e la tutela dei lavoratori ed ampliamento del campo di applicazione della procedura negoziata. L’art. 30 prevede che il pagamento dei corrispettivi di acconto e di saldo da parte dell’ente appaltante sia subordinato all’acquisizione del DURC, per tutte le imprese coinvolte nell’esecuzione dei lavori; in caso di irregolarità retributive o contributive da parte dell’impresa, l’ente appaltante paga direttamente le somme dovute, utilizzando gli importi dovuti all’impresa, anche incamerando la cauzione definitiva. L’art. 24 innalza da 300.000 a 500.000 euro la soglia sotto la quale è consentito ricorrere alla procedura negoziata, mantenendo fermo l’obbligo di gara informale tra almeno tre concorrenti per i lavori di importo superiore a 150.000 euro. Anche le soglie massime per l’affidamento a trattativa privata, previa gara informale tra almeno cinque soggetti (comma 3 dell’art. 33 della Lr 27/2003), sono state innalzate da 300.000/750.000 euro a 500.000/1 milione di euro. I soggetti da invitare alle suddette gare informali devono essere individuati fra coloro che hanno chiesto di essere invitati sulla base dell’Elenco annuale dei lavori. L’art. 22 istituisce i comitati per la valutazione di congruità delle offerte con compiti di supporto alle stazioni appaltanti che ne facciano richiesta per la verifica delle offerte anormalmente basse. Novità anche per la realizzazione di opere pubbliche con il concorso di privati: l’art. 31 prevede che i soggetti che intendono promuovere interventi realizzabili con il concorso di capitali privati, possono presentare uno studio sintetico di fattibilità per illustrare le linee generali dell’intervento, senz’alcun diritto al compenso per la prestazione eseguita o alla realizzazione dell’intervento. Qualora l’amministrazione ritenga di pubblico interesse lo studio, sulla base dello stesso ha facoltà di ricercare, mediante procedura ad evidenza pubblica, i soggetti che intendano concorrere al ruolo di promotore. L’art. 32 inserisce un nuovo capitolo dedicato al leasing immobiliare, consentendo alle amministrazioni pubbliche il ricorso a questo strumento anche per acquisire immobili da costruire o ristrutturare.
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