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ARCHITETTURA

Architettura made in Italy a San Pietroburgo

di Roberta Dragone

Pronto entro il 2009 il Business Center firmato dallo studio milanese piuarch

Vedi Aggiornamento del 29/09/2009
08/10/2007 - Sorgerà entro il 2009 nel cuore di San Pietroburgo , in Russia, un’architettura made in Italy. Si tratta del nuovo Business Center progettato dallo studio milanese piuarch , vincitore nel 2006 del concorso ad inviti indetto da Galaxy. Situato tra palazzi e ville imperiali, arte e storia, il nuovo edificio è risultato di un attento studio finalizzato ad inserire un complesso contemporaneo dedicato ad arte, cultura e business, nel centro storico della città, a due passi dal museo russo Hermitage e dalla torre dell’ammiragliato. L’edificio si articola su sette piani fuori terra ed un piano seminterrato, distribuiti su una superficie complessiva di 20mila metri quadrati. Il piano terra ospita un lounge bar, una grande hall, spazi commerciali ed una caffetteria. I piani sovrastanti, destinati principalmente agli uffici, sono stati concepiti per offrire la massima flessibilità e autonomia lavorativa; dal terrazzo del ristorante, situato all’ultimo piano dell’edificio, si può ammirare la cupola della cattedrale di Sant’Isacco. La facciata storica, mantenuta intatta, è articolata in due edifici diversi per linguaggio, ritmo e materiali, armonizzati dal nuovo progetto di distribuzione interna che si sviluppa intorno a 4 corti aperte totalmente vetrate e identificate ciascuna da un colore diverso: oro, blu, rosso e verde; tonalità con cui gli autori del progetto hanno voluto richiamare i colori storici della città, ispirati dalle stagioni russe: l’oro del sole d’agosto, il blu del ghiaccio in gennaio, il rosso delle foglie in novembre e il verde degli alberi fioriti in maggio. “La colorazione delle facciate – spiegano dallo studio piuarch – gioca un ruolo chiave nella creazione delle diverse atmosfere, ma è la selezione accurata di materiali ed essenze in ciascuna corte a regalare una tonalità all’aria capace di rendere l’effetto ancora più coinvolgente e d’ambiente”. “Se la corte blu è animata da una cascata d’acqua in movimento contrapposta alla staticità del ghiaccio, la corte d’oro è impreziosita da una pavimentazione con inserti cangianti, mentre la corte verde è ammorbidita da un soffice letto di muschio e sottobosco attorno ad una fontana di acqua calma; nella corte rossa, infine, la vegetazione privilegia arbusti come l’acer japonicus e il cornus alba, che in inverno assumono colorazioni sorprendenti, il primo, nelle foglie palmate, il secondo nei rami sottili”. Le quattro corti, che costituiscono il cuore del progetto, assicurano dal punto di vista funzionale apertura e ventilazione agli spazi interni, ed offrono ai cittadini un luogo di incontro e socializzazione, nonché spazi per installazioni, esposizioni ed eventi. “Le vetrate che le circondano – continuano i progettisti milanesi - disposte in diverse angolazioni, rompono inoltre la staticità del riflesso ottenendo un effetto mutevole nel tempo, simile a quello prodotto dalle tessere di un mosaico. Rivestono con continuità il complesso le falde “ondeggianti” della copertura, composta da lastre di metallo aggraffate tra loro, che offrono un’interpretazione contemporanea della tradizione costruttiva della città. Un gioco di aperture vetrate zenitali, diverse per forme e dimensioni, regala agli spazi all’ultimo piano suggestivi scorci del freddo cielo di San Pietroburgo”.
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