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LAVORI PUBBLICI

Arbitrati, sezioni speciali presso le Corti d’appello

di Rossella Calabrese

Il Ministro Di Pietro rassicura Confindustria sulle liti negli appalti pubblici

Vedi Aggiornamento del 30/06/2008
15/10/2007 - “Ho appreso dalla stampa delle preoccupazioni espresse da Confindustria, per bocca del suo direttore generale Maurizio Beretta, in merito ai possibili effetti negativi che potrebbero derivare dall’abolizione degli arbitrarti nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Vorrei però rassicurare Confindustria e tutto il mondo imprenditoriale sul fatto che tali presunti risvolti negativi possono essere evitati”. Lo ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, in relazione all’articolo 86 della Finanziaria 2008 , attualmente all’esame del Senato, che vieta alle pubbliche amministrazioni di inserire clausole compromissorie in tutti i loro contratti di lavori, forniture e servizi, e di sottoscrivere compromessi relativi agli stessi contratti. Secondo Confindustria, la cancellazione degli arbitrati rischia di allungare i tempi dei contenziosi e di sovraccaricare ulteriormente la giustizia civile. “La norma – aveva affermato Beretta – getta un'ombra di incertezza sulle opere pubbliche e sul settore delle infrastrutture”. “La norma in oggetto – ha aggiunto il Ministro – è stata da me proposta con lo spirito di porre rimedio a una situazione che vede un gran dispendio di risorse pubbliche, per attività che potrebbero benissimo essere lasciate alla giustizia ordinaria. Tanto più, che la maggior parte degli arbitri privati è costituita da magistrati che così finiscono per distrarre parte del loro tempo dall’amministrazione della giustizia per dedicarsi a questa attività collaterale e suppletiva. Questo spirito, fatto proprio dall’intero Governo, ha inteso rispondere al grido d’allarme lanciato lo scorso luglio dal presidente dell’Authority competente, Luigi Giampaolino, e sanare una situazione che porta allo Stato, e alle casse pubbliche, solo svantaggi, come dimostrato in maniera puntuale e documentata da diversi articoli di stampa”. “Quanto alla possibilità che i contenziosi si impantanino nei tempi lunghi della giustizia civile, vale la pena di ricordare che tutte le risorse risparmiate saranno destinate all’amministrazione della giustizia, e che i magistrati che oggi fanno anche gli arbitri potranno dedicarsi a tempo pieno alla loro attività istituzionale. Ma c’è di più: ho infatti proposto che vengano istituite nei tribunali, presso le Corti d’Appello, delle sezioni specializzate, con procedure abbreviate, su questa materia. In questo modo, i tempi dei giudizi verranno sicuramente ridotti e le risorse dello Stato impiegate in modo più efficiente”.
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