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MERCATI

Valore normale immobili: l’Ance ricorre alla UE

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Inaccettabile stabilire d’ufficio il prezzo di vendita di un immobile

Vedi Aggiornamento del 20/03/2008
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15/10/2007 - Inaccettabile nei presupposti e, soprattutto, nelle modalità di applicazione. Questi i motivi che hanno spinto il Comitato di presidenza dell’Ance alla decisione di ricorrere alla Commissione Europea e alla Corte di Giustizia Ue contro la norma del decreto Visco-Bersani che stabilisce d’ufficio quale deve essere il prezzo di vendita “normale” di un immobile. “Si tratta di una grave violazione dei principi di base del libero mercato e della libertà di fare impresa - ha dichiarato il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti - contro la quale siamo decisi ad andare fino in fondo utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione per sancirne l’illegittimità”. “Chiediamo - ha continuato Buzzetti - che venga riconosciuta in sede europea l`incompatibilità di questa norma con la direttiva in materia di Iva (2006/112/CE) che prevede che il prezzo di vendita di un qualunque bene non può essere predeterminato da un soggetto terzo ma definito sulla base delle regole della domanda e dell’offerta. Non si può, in altre parole, entrare d’autorità nelle scelte economiche dell’impresa e nella libera contrattazione tra le parti”. In pratica, mediante l’inversione dell’onere della prova, la finanza contesta alle imprese la sottofatturazione rispetto ai valori Omi e anziché dimostrare direttamente l’eventuale illecito pretende che siano le imprese a provare la loro “innocenza”. “Abbiamo fatto più volte presente al Governo questa situazione - ha detto ancora il presidente dell’Ance - e soprattutto il pericolo di un utilizzo forzato di questa norma come strumento di forte pressione nei confronti dell’impresa. Ma, nonostante sia stata a parole riconosciuta la fondatezza delle nostre critiche, l’amministrazione finanziaria non solo sta mettendo in atto atteggiamenti molto aggressivi verso le imprese, che vengono sottoposte ad accertamenti a tappeto su tutto il territorio nazionale, ma, come se non bastasse, ha stabilito la retroattività della disposizione, creando così un clima di forte e immotivata tensione che rompe il patto fiduciario tra Fisco e cittadini garantito dallo Statuto del contribuente”. “Per ottenere l’immediato riconoscimento della non retroattività della norma - ha concluso Buzzetti - e della valenza meramente indiziaria del valore normale ci stiamo battendo comunque anche in Parlamento e continueremo a farlo nel corso del dibattito per l’approvazione della Finanziaria 2008”. Fonte: Ance
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