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LAVORI PUBBLICI Equo compenso, appalto integrato, subappalto e CAM: i nodi del ddl delega appalti
NORMATIVA

Codice Ambiente: strada in salita per il nuovo correttivo

di Rossella Calabrese

L’opposizione giudica irricevibile il provvedimento e annuncia che non parteciperà alle sedute della Commissione

Vedi Aggiornamento del 27/02/2008
16/10/2007 - Prosegue oggi in Commissione Ambiente della Camera, alla presenza del Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, l’esame dello “ Schema di decreto legislativo concernente ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale”. Il nuovo decreto – che riunisce il secondo e il terzo correttivo del Codice e che modifica la vigente disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale e di smaltimento dei rifiuti - ha intrapreso quindi l’iter di approvazione, nonostante le proteste dell’opposizione relative alle procedure seguite dal Governo per l'adozione del provvedimento ( leggi tutto ). Nella prima seduta dalla Commissione, gli esponenti dell’opposizione hanno espresso la loro contrarietà in merito all’organizzazione dei lavori e, alla luce dell'atteggiamento di chiusura adottato dal Governo, hanno deciso di non partecipare al seguito dell'esame del provvedimento. Il Governo – secondo Roberto Tortoli di Forza Italia - ha voluto adottare una serie eccessiva di forzature procedurali, che porta, di fatto, ad un vero e proprio esautoramento delle funzioni parlamentari. Altri deputati hanno giudicato irricevibile il provvedimento, a causa del mancato rispetto dei termini per la trasmissione al Parlamento del precedente atto normativo che ha comportato la decadenza dall'esercizio della delega ( leggi tutto ). Per Tommaso Foti di AN, la decisione del Governo di richiedere il parere del Consiglio di Stato sul provvedimento è una vera e propria «invenzione normativa» e un'anomalia procedurale che serve unicamente a porre rimedio ai gravi errori compiuti dal Ministro dell'ambiente. Secondo Antonio Mereu dell’UDC, le radicali modifiche contenute nel provvedimento in esame avranno conseguenze pesanti per le imprese e per i lavoratori, aumentando solo confusione e incertezza. Il Presidente della Commissione, Ermete Realacci, ha spiegato le motivazioni dei ritardi che l’iter ha subìto, e ha ribadito la necessità di procedere ad un esame di merito del nuovo testo presentato dal Governo, anche per fornire un effettivo contributo da parte del Parlamento. Il relatore del provvedimento ha ricordato i punti qualificanti e le principali novità dello schema di decreto legislativo: i principi generali del diritto ambientale, tra cui quelli di precauzione, del «chi inquina paga», dello sviluppo sostenibile, di sussidiarietà e di leale collaborazione fra i diversi livelli di governo, di accesso agli atti e di partecipazione dei cittadini ai procedimenti; le norme su VIA, VAS e IPPC, completamente riformulate per superare i profili di non conformità al diritto comunitario; le modifiche alla parte III del Codice (in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche) e alla parte IV (in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati). Nella seduta di oggi il Ministro Pecoraro Scanio risponderà alle questioni sollevate dai gruppi di opposizione. Domani invece si terranno le audizioni dei rappresentanti di Confindustria, di organizzazioni sindacali, di Confservizi e del “Tavolo dei dieci”.

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