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NORMATIVA

Professioni: ok al Dlgs sul riconoscimento delle qualifiche

di Rossella Calabrese

Ordini, collegi e associazioni di professionisti elaboreranno le piattaforme comuni

Vedi Aggiornamento del 28/05/2010
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11/10/2007 - Parere favorevole è stato espresso ieri dalle Commissioni Giustizia e Attività Produttive della Camera sul decreto legislativo di recepimento della Direttiva Comunitaria 36/2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Il parere favorevole è però subordinato ad una importante condizione: alla definizione delle piattaforme per il riconoscimento delle qualifiche potranno partecipare gli ordini e i collegi delle professioni intellettuali regolamentate, le associazioni professionali non regolamentate che svolgono attività intellettuali e le professioni non intellettuali dei servizi. Il decreto fisserà i criteri per il riconoscimento delle associazioni delle professioni non regolamentate (le nuove professioni), le quali, se soddisferanno determinati requisiti, potranno rilasciare ai propri iscritti un attestato di competenza, certificando così i nuovi skill professionali. Soddisfatto dell’approvazione il Coordinatore Nazionale del Colap, Giuseppe Lupoi, che afferma: “La votazione odierna sembra confermare l’impianto duale e sinergico propugnato da sempre dalle forze più avanzate del professionalismo italiano. Qualora il testo approvato venisse accolto nei prossimi stadi del suo iter legislativo, si potrà finalmente realizzare quella combinazione armonica tra il modello ordinistico e quello associativo da sempre atteso. Una combinazione – conclude Lupoi – che è alla base dello sviluppo e della competitività del sistema professionale italiano nella società della conoscenza”. Ricordiamo che la direttiva 2005/36 stabilisce regole omogenee per svolgere nella Ue la professione per la quale si è studiato nel Paese d’origine e prevede che il riconoscimento dei titoli avvenga secondo parametri minimi di formazione. Al fine di semplificare i meccanismi di compensazione, la direttiva prevede la creazione di “piattaforme comuni” definite come “l'insieme dei criteri delle qualifiche professionali in grado di colmare le differenze sostanziali individuate tra i requisiti in materia di formazione esistenti nei vari Stati membri per una determinata professione”. Tali piattaforme potranno essere progettate sia dagli Stati membri che da associazioni o organismi professionali rappresentativi a livello nazionale ed europeo. Il decreto legislativo in esame introduce le “piattaforme comuni” per il riconoscimento, alla cui elaborazione partecipano le autorità competenti, “sentiti, se si tratta di professioni regolamentate, gli Ordini, i Collegi e le Associazioni di categoria rappresentative sul territorio nazionale”.

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