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archiMAS vince il concorso a San Donà di Piave
RISULTATI

archiMAS vince il concorso a San Donà di Piave

di Cecilia Di Marzo

Un “tappeto” connetterà gli elementi identificativi del centro storico

15/10/2007 – Lo studio napoletano archiMAS di Aldo Gallo, Stefano Di Benedetto e Massimiliano Hallecher si è aggiudicato il concorso di idee “Un Centro, due piazze” per la riqualificazione urbana dell’area centrale di San Donà Di Piave (VE). Il progetto nasce come sintesi di una riflessione di più ampio respiro avviata con coraggio dall’Amministrazione comunale di San Donà di Piave che intende il centro storico della propria città “non come un oggetto di difficile restauro, …, ma come semplice spazio di progetto da coltivare” nella relazione con tutto il territorio circostante. Non quindi il progetto di due piazze, ma il progetto del nuovo centro. L’idea che anima il progetto è quella di un nuovo tessuto connettivo (una sorta di tappeto ) che partendo dal Municipio in piazza Indipendenza, con un movimento più o meno sinuoso, attraverso una leggera depressione creata in questa piazza, mette in connessione gli elementi “identificativi” del centro storico e della comunità cittadina: in primo luogo il Municipio simbolo della collettività, poi il monumento a Giannino Ancillotto che ne costituisce una sorta di memoria storica, quindi il baricentro dell’intero sistema, ovvero il campanile ed il Duomo intesi come elementi dell’identità collettiva e infine l’elemento terminale identificato nella testata della Piazza Rizzo, costituita dalla gradonata per spettacoli all’aperto e da una piastra sospesa, adibita a “Casa della Città” e proiezione verso il futuro. La Casa della Città, con un grande oblò, rivolge il proprio sguardo verso gli elementi più “collettivi”, di maggior riconoscibilità e rappresenta idealmente un cannocchiale sulla città, sulla vita che in essa si svolge (la piazza e le storie che in essa accadono, come sua metafora). Obiettivo principale del progetto è quello di instaurare un sistema di relazioni tra le due piazze attraverso la creazione di un “luogo” con un forte carattere di riconoscibilità , nella volontà di suscitare un senso di appartenenza collettivo e di identità: un “luogo” da riconoscere e in cui riconoscersi, per mezzo della reintepretazione in chiave moderna del “genius loci”, attraverso quindi un linguaggio attuale ma assolutamente rispettoso della tradizione locale. Concretamente si è scelto di fare leva sull’uso di elementi “iconici” che appartengono più o meno inconsciamente alla memoria dei luoghi, legati tra loro da una nuova pavimentazione che con una nuova “texture” grafica lega gli elementi significativi del progetto. La strategia del progetto si è quindi esplicitata nell’uso di materiali locali e tradizionali (pietra di prun e trachite), essenze arboree autoctone, l’uso sapiente dell’acqua attraverso l’inserimento di una vasca-canale ed il ridisegno degli elementi di arredo urbano, inclusi i nuovi sistemi di illuminazione. […continua…]
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