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TOPOGRAFIA

Patrimonio dello Stato: censiti 30 mila beni immobili

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Tutti i dati saranno raccolti in un unico database; prevista una targa per gli edifici di maggior prestigio

Vedi Aggiornamento del 07/11/2007
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29/10/2007 - Monumenti noti e invidiati in tutto il mondo, come il Colosseo o la Reggia di Caserta, gioielli nascosti come Villa Tolomei sulle colline fiorentine, palazzi storici e dimore rinascimentali, fari, musei e migliaia di edifici e terreni sparsi su tutto il territorio nazionale. È lunga la lista dei beni dello Stato italiano, per la prima volta censiti dall’Agenzia del Demanio al termine di un lavoro durato quattro anni che punta allo sviluppo di una “risorsa ad elevato potenziale”, composta da 30.000 immobili sparsi in tutta Italia, di cui 20.000 edifici e 10.000 terreni. La presentazione del primo censimento del patrimonio immobiliare dello Stato – tenutasi nei giorni scorsi – ha rappresentato l’occasione per la nascita di un nuovo network che racchiuderà gli omologhi dell’Agenzia del Demanio europei, al fine di “condividere e definire un modello europeo di gestione dei patrimoni pubblici”. In questo modo, ha sottolineato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz, sarà possibile “internazionalizzare il lavoro dell’agenzia e sostenere in modo sempre maggiore il più grande e prestigioso patrimonio immobiliare del mondo”. Il censimento dei beni in mano al Demanio rappresenta però anche una svolta nella gestione degli immobili pubblici: “negli anni passati - ha sottolineato il vice ministro all’Economia, Vincenzo Visco - il patrimonio pubblico più fruttifero è stato venduto per coprire le spese correnti. Ora invece lo valorizzeremo per fare reddito, creare ricchezza e valore”. Perchè “se il patrimonio rende, è del tutto stravagante pensare di venderlo”. Sulla stessa linea anche il vice premier e ministro della Cultura, Francesco Rutelli: “Ora che disponiamo di questo censimento si può voltare pagina rispetto ad un’ipotesi un pò confusa di vendita del patrimonio dello Stato, che avrebbe portato introiti pari ad una goccia d’acqua nel deserto”. Chiuso il capitolo “svendite”, secondo Rutelli è ora di “puntare, di intesa con gli enti locali e regioni, su programmi di valorizzazione, di straordinarie potenzialità per cambiare il volto delle nostre città”. Un cambiamento promosso anche dallo stesso Visco che, sottolineando come ci sia “il bene antico che va conservato ma anche il nuovo che va costruito”, si chiede perchè “a Parigi si possono costruire piramidi al Louvre e da noi nulla, è tutto bloccato”. Il censimento, che in 4 anni ha impegnato 1.600 persone e prodotto 150 mila rilievi, 70 mila planimetrie, 700 mila immagini e raccolto 400 informazioni per ogni singolo bene censito, ha permesso la “segmentazione” del patrimonio e l’individuazione di “una rete di beni ad alto potenziale di valorizzazione: 2.500 edifici sparsi in 153 comuni” scelti fra i 15.000 immobili del patrimonio disponibile. Non solo, tutte le informazioni sono state raccolte in una grande banca dati unica, un contenitore informatico dal quale si possono pescare tutte le caratteristiche utili su ogni singolo bene pubblico. Il nuovo “fascicolo immobiliare elettronico” sostituisce così integralmente la tradizionale gestione cartacea, rappresentando uno strumento innovativo. Tra le altre novità presentate dall'Agenzia: una targa che verrà installata sugli immobili di maggior prestigio che riporterà i dati principali del bene e un codice da utilizzare sul Web per recuperare maggiori e più dettagliate informazioni. Fonte: demaniore.com
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