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URBANISTICA

Correttivo Ambiente: in arrivo il parere della Commissione

di Rossella Calabrese

Secco ‘no’ di Confindustria al silenzio-diniego della P.A. nelle procedure di valutazione di impatto ambientale

Vedi Aggiornamento del 28/04/2008
23/10/2007 - Prosegue non senza difficoltà in commissione Ambiente della Camera, l’esame dello “ Schema di decreto legislativo concernente ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale”. Nella seduta di oggi il relatore presenterà la proposta di parere, al fine di giungere alla sua votazione nella seduta di domani 24 ottobre. Il relatore ha già annunciato di voler inserire nella proposta di parere un forte richiamo alle condizioni già espresse nel parere sul precedente schema di decreto correttivo. Il 16 ottobre è intervenuto in Commissione il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio , che ha ricordato le numerose procedure comunitarie di infrazione che le nuove modifiche al Codice andrebbero a risolvere e ha fatto presente la necessità di rendere più leggibile e condivisa la normativa in materia ambientale. In materia di VIA, VAS e IPPC – ha osservato il Ministro – il Governo intende correggere le norme vigenti anche per rispondere a quattro procedure di infrazione comunitaria attualmente pendenti, relative alla partecipazione del pubblico ai processi decisionali, allo spostamento della valutazione dal progetto preliminare al progetto definitivo, alla mancata distinzione tra procedure di VIA e procedure di VAS, all'obbligo di sottoporre a VIA tutte le opere contenute negli allegati previsti dalle direttive comunitarie. Per quanto riguarda invece i tempi di espletamento delle procedure, l’obiettivo è quello di non superare i 150 giorni dalla richiesta; d’altra parte – ha spiegato Pecoraro Scanio - che attualmente i tempi si allungano anche a causa delle numerose richieste di integrazione formulate direttamente dalle imprese; inoltre, la stessa “Legge Obiettivo”, con le norme speciali in materia di VIA, ha ritardato, anziché accelerare, l'espressione delle valutazioni da parte dei competenti organismi. Queste “buone intenzioni” non sono però bastate a far cambiare idea all’opposizione che ha ribadito la propria intenzione di non partecipare all’esame del provvedimento, ritenuto illegittimo ( leggi tutto ). Tuttavia il Comitato per la legislazione – chiamato ad esprimere il proprio parere sulla legittimità del provvedimento – ha dato il via libera al prosieguo dei lavori della Commissione, ritenendo non decaduti i poteri correttivi delegati del Governo. Nella seduta successiva si sono svolte le previste audizioni informali. Il giudizio più duro sullo schema di decreto è arrivato da Confindustria che ritiene inaccettabile la norma sul silenzio-diniego nelle procedure di VIA. Secondo Emma Marcegaglia, vicepresidente di Confindustria , la norma che considera come un rifiuto il silenzio della pubblica amministrazione, è illegittima dal punto di vista procedurale e sbagliata nei contenuti. Si tratta di una norma offensiva e arrogante – secondo Marcegaglia – ma in linea con l’atteggiamento del Ministro Pecoraro Scanio “visto che gli atteggiamenti del suo Dicastero stanno bloccando investimenti per miliardi di euro”.

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