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Vienna: semaforo verde per l’hotel UNIQA
ARCHITETTURA

Vienna: semaforo verde per l’hotel UNIQA

di Roberta Dragone

Il progetto di Jean Nouvel per l'edificio multifunzionale della nota compagnia

16/11/2007 - Semaforo verde a Vienna per l’ hotel UNIQA progettato dal francese Jean Nouvel . Il progetto, vincitore nel 2005 del concorso internazionale ad inviti promosso dalla nota compagnia assicurativa austriaca, ha ottenuto nei giorni corsi il permesso di costruire. Si tratta di un edificio multifunzionale, prevalentemente ad uso ricettivo, che sorgerà nell’area che in passato ospitò gli uffici del gruppo, traslocati dal 2004 nella UNIQA Tower. Il concorso richiedeva la realizzazione di un edificio che fosse contraddistinto da un emblematico linguaggio architettonico in grado di assicurare una spiccata identità rispetto al contesto urbano circostante. Non solo hotel, principale destinazione d’uso della struttura, ma anche un ristorante nell’attico, una galleria commerciale al pian terreno, un centro conferenze ed uffici. “Un edificio urbano da poter integrare con il contesto ed utilizzare con la massima flessibilità possibile”. La struttura progettata da Nouvel sorgerà a Praterstrasse 1-7, nel secondo distretto della città, ed ospiterà un hotel a 5 stelle con 194 stanze, un’area commerciale di circa 6500 metri quadrati, un ristorante panoramico al 18° piano ed un parcheggio pubblico. “Un nuovo straordinario elemento architettonico sarà realizzato sul canale del Danubio”. Così due anni fa l’architetto Franz Eberhard, dell’Ufficio di pianificazione urbana di Zurigo, commentava la notizia dell’aggiudicazione del concorso. Opportunità ed intento L’architettura è l’arte del superamento dei limiti; della poeticizzazione delle contraddizioni; del guardare in modo differente alle cose comuni e banali al fine di rivelarne la singolarità. L’architettura è l’opportunità, in una città ricca di storia, di dare seguito alle prove inaugurate da altri, anni o secoli addietro. È un intelligente gioco di opportunità ed intento; un’occasione di modificare, approfondire, o rivoluzionare il significato di un contesto. L’architettura è creazione di apparizioni. L’architettura viennese è ricca di tutto ciò, ma qui la risonanza è così particolarmente allettante e pericolosa che risulta forte la tentazione di inventare e di ribaltare il senso dell’eleganza. Immaginiamo che, iniziando da questi particolari prismi componibili, i loro piani comincino a scivolare; di qui la creazione di intersezioni; un piano inizia ad inclinarsi mentre un altro illumina la città da un soffitto fatto di immagini furtive. Immaginiamo che gli altri piani inizino ad oscillare tra un migliaio di linee di diverso orientamento. Non risulta sorprendente scoprire che il piano obliquo della copertura diventa tratteggiato, tesse una sottile trama di parallelogrammi e rombi, che il granito vetro conferisce trasparenza ai piani a nord; che i piani a ovest si nascondono nelle sfumature del nero per esibire le proprie ombre. Al limite tra l’edificio ed il cielo, un altro piano rivela l’apparire e lo scomparire delle immagini mutevoli che evocano i molteplici volti legati alla profondità del linguaggio urbano. Jean Nouvel
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