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NORMATIVA

Codice Ambiente: ok delle Commissioni al decreto correttivo

di Rossella Calabrese

No al silenzio-diniego della PA nelle procedure di VIA e modifiche alla disciplina delle terre e rocce da scavo

Vedi Aggiornamento del 18/06/2008
Commenti 9991
02/11/2007 – La Commissione Ambiente della Camera ha licenziato con parere favorevole subordinato a numerose condizioni (allegato sotto) , il terzo decreto correttivo del Codice dell’Ambiente. Il decreto legislativo, concernente ulteriori disposizioni correttive ed integrative del DLgs 152/2006 , riprende, in parte, gli interventi di manutenzione normativa della legislazione in campo ambientale (e, in particolare, in materia di tutela delle acque e di gestione dei rifiuti) già avviati con precedenti proposte di correzione e, per altro verso, introduce modifiche e integrazioni della parte II del decreto, in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Tra le condizioni che la Commissione ha posto, vi è l’eliminazione del silenzio-diniego della PA nelle procedure di VIA , da sostituirsi con l’obbligo di emettere un provvedimento espresso e motivato. La Commissione chiede, inoltre, di eliminare l’obbligo di VIA statale per gli impianti eolici con potenza pari o superiore a 20 MW, prevedendo invece tale obbligo per gli impianti di estrazione e trasformazione dell'amianto. In tema di rifiuti, viene proposto di individuare sistemi innovativi e alternativi di tracciabilità dei rifiuti , al fine di eliminare l'obbligo di compilazione del MUD, e di razionalizzare i consorzi di recupero e riciclo. Molto più numerose sono le osservazioni espresse dalla Commissione: si tratta, tuttavia, di diverse correzioni formali e di modifiche utili al coordinamento tra gli articoli. In tema di VIA, viene suggerito di correggere alcune norme per evitare fraintendimenti o discordanze con la disciplina comunitaria, e di valutare l’attribuzione alle Regioni, previe specifiche intese tra il Ministero dell'ambiente, delle procedure di valutazione. Altre osservazioni riguardano la tempistica dei procedimenti, l’obbligo – proposto nel decreto – di versare una cauzione a favore dell'autorità competente, a garanzia della corretta esecuzione delle opere autorizzate, e l’opportunità di prevedere specifiche disposizioni per i piani e programmi interregionali soggetti a VAS. Altro argomento oggetto di osservazioni è quello delle terre e rocce da scavo : la Commissione suggerisce di superare la rigidità dell’unico termine massimo di un anno previsto per il deposito del materiale in attesa di utilizzo, tenuto conto del fatto per le opere edili, e soprattutto per quelle ad elevato impegno tecnico e dimensionale, non è generalmente possibile assicurare il reimpiego del materiale entro il termine indicato. Si chiede quindi di prevedere che “Nel caso in cui i progetti prevedano il riutilizzo delle terre e rocce da scavo nel medesimo progetto, i tempi dell'eventuale deposito possono essere quelli della realizzazione del progetto medesimo, purché non superiori ai tre anni”. Parere favorevole è stato espresso anche dalla competente Commissione del Senato .

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