Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Appalti: approvato dal CdM il Regolamento attuativo del Codice

di Rossella Calabrese

Il provvedimento, modificato a seguito del parere del Consiglio di Stato, darà il via libera all’appalto integrato

Vedi Aggiornamento del 09/12/2009
21/12/2007 - Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva il nuovo Regolamento di attuazione del Codice appalti . Il Regolamento, previsto dall’articolo 5 del Codice, è stato notevolmente modificato a seguito delle richieste del Consiglio di Stato ; i giudici avevano infatti espresso un parere favorevole subordinato però a numerose condizioni, tra cui il raccordo con le novità nel frattempo introdotte dal secondo decreto correttivo del Codice ( Dlgs 113/2007 , in vigore dal 1° agosto 2007), che demanda al regolamento numerose nuove materie, tra cui la regolarità contributiva attestata dal Durc, le misure per ridurre i costi della qualificazione per le PMI, l’intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza retributiva e contributiva dell’appaltatore ( leggi tutto ). I piani di sicurezza nei cantieri – si legge in un comunicato del Ministero delle Infrastrutture –dovranno essere sottoposti a verifica obbligatoria, prima di ogni gara, da parte di strutture tecniche accreditate. Giro di vite sul lavoro irregolare, quello più esposto agli incidenti: il documento unico di regolarità contributiva ( Durc ) dovrà essere prodotto in tutte le fasi dell’appalto: dalla qualificazione alla aggiudicazione, dalla firma del contratto fino al collaudo. Chi non è in regola non partecipa alle gare e può subire la risoluzione del contratto. Le casse edili, inoltre, verificheranno se il numero dei lavoratori regolari dichiarati nei cantieri è congruo: in caso contrario la stazione appaltante può risolvere il contratto d’appalto. Nel caso di inadempienze contributive e retributive dell’impresa, infine, ogni stazione appaltante provvede a versare contributi e stipendi ai lavoratori, rivalendosi sulle somme spettanti all’appaltatore. Aumenteranno i controlli sul sistema di qualificazione , per evitare che al mercato delle opere pubbliche partecipino imprese “a rischio”, che in passato hanno falsificato i propri requisiti per accreditarsi come capaci di eseguire anche grandi lavori. Il Regolamento contiene una stretta sia sugli organismi che attestano e accreditano le imprese (le SOA ) sia sugli operatori: sono previste sanzioni pecuniarie graduali e consistenti per i comportamenti irregolari, fino alla revoca delle autorizzazioni e delle attestazioni e all’esclusione dal mercato. Grazie al Codice degli appalti ed al regolamento attuativo, fanno ingresso anche in Italia le procedure telematiche negli affidamenti, che consentono di partecipare alla gara davanti ad un computer. Tra i nuovi istituti che entrano nel mercato delle opere pubbliche in Italia, di cui il Regolamento definisce la fase esecutiva, va ricordato il dialogo competitivo , una procedura utilizzabile nelle opere particolarmente complesse, che consente alla stazione appaltante di acquisire il “know how” di imprese specializzate attraverso un confronto articolato e trasparente, che si conclude con la definizione della migliore soluzione da porre a base di gara. Il Regolamento prevede che vinca la gara l’impresa che produce il miglior progetto preliminare. Essa fornirà i successivi livelli progettuali e provvederà all’esecuzione dell’opera. Maggiore flessibilità per i requisiti di qualificazione dei progettisti , che tra l’altro potranno utilizzare anche i servizi di ingegneria svolti per privati, certificati dai competenti ordini professionali. Agevolazioni anche per i consorzi, che usufruiranno di agevolazioni tariffarie per la qualificazione. Tra le innovazioni più significative una è legata particolarmente alle preoccupazioni “ambientali”: per promuovere la divulgazione e la diffusione delle tecnologie non invasive che consentono di operare nel sottosuolo senza alcuna, o con una ridotta, operazione di scavo in trincea è stata predisposta l’istituzione di una nuova categoria specialistica che concerne gli interventi a basso impatto ambientale. Si tratta di tecnologie che evitano, per esempio, di “sventrare” il manto stradale delle città, salvaguardando la scorrevolezza del traffico e limitando l’impatto acustico degli interventi. Tra le maggiori novità, infine, l’introduzione della finanza di progetto in adattamento della disciplina per i lavori, che consentirà agli operatori privati di proporre all’amministrazione progetti per servizi in grado di autofinanziarsi, di interesse pubblico ma a costo zero per l’amministrazione. Un altro punto innovativo del provvedimento è costituito dal titolo II, che contiene una definizione più analitica dei livelli di progettazione (particolarmente la preliminare e definitiva), con particolare riferimento alle relazioni tecniche ed agli elaborati grafici, e la regolamentazione della verifica del progetto da parte di strutture interne o esterne alla stazione appaltante. ( leggi tutto ) Per quanto riguarda l’ appalto integrato , il nuovo Regolamento manderà definitivamente in pensione la legge Merloni, le cui norme continuano ad applicarsi agli appalti di progettazione ed esecuzione, dal momento che il secondo decreto correttivo (Dlgs 113/2007) ha rimandato il nuovo istituto proprio al Regolamento, ma non ha contestualmente previsto, diversamente dai precedenti provvedimenti, un regime transitorio che consentisse di applicare le disposizioni della legge Merloni (legge 109/1994) abrogate con l’art. 256 del Codice ( leggi tutto ). Il Regolamento entrerà in vigore 180 giorni dopo la sua pubblicazione.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Quanto è equo il compenso dei professionisti? Leggi i risultati