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Professioni: ingegneri jr contro il testo Mantini

di Rossella Calabrese

No all’usurpazione di più appetibili competenze e titoli professionali

Vedi Aggiornamento del 17/11/2008
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12/12/2007 - “Assoluta e piena contrarietà ad eventuali tentativi di ‘annessione’ dei laureati di primo livello da parte di talune categorie professionali tecniche”. Questa, in sintesi, la posizione degli ingegneri junior riunitisi a Roma il 2 dicembre scorso per discutere del progetto di legge di riforma delle professioni Mantini-Chicchi. I consiglieri della sezione B degli Ordini Provinciali degli Ingegneri fanno sapere, con un comunicato stampa, di aver deliberato di denunciare il grave e pericoloso tentativo che si sta portando ai danni degli ingegneri con laurea nuovo ordinamento, iscritti ormai da cinque anni alla sezione B degli Ordini degli Ingegneri, attraverso l’ipotesi di istituzione dell’“Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria nel quale sono iscritti i soggetti in possesso di titoli di studio universitario triennale di matrice tecnica nonché i professionisti attualmente iscritti agli albi professionali dei geometri, dei periti agrari e periti agrari laureati e dei periti industriali e periti industriali laureati”. Gli ingegneri junior fanno presente che il percorso formativo di livello universitario che ha permesso loro di conseguire un titolo di studi accademico è certamente diverso dai pur rispettabili percorsi di scuola superiori, e le competenze professionali attribuite dal DPR 328/2001 agli ingegneri iscritti alla sezione B non sono certamente paragonabili ancorché superiori a quelle dei periti e dei geometri. Lamentano inoltre che, benché parte in causa, non sono mai stati ascoltati sul tema della riforma che riguarda direttamente il loro futuro professionale, e che, se dovesse essere approvato il progetto di legge di riforma proposto si decreterebbe di fatto la morte della riforma universitaria del 1999, giacché, molto probabilmente, tutti i laureati di primo livello proseguirebbero per la più adeguata e rassicurante laurea magistrale. Ricordano poi che, sebbene la direttiva europea del 2004 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali (direttiva Zappalà), nel tentativo di armonizzare i livelli di formazione europei, ma pur sempre nel rispetto delle normative nazionali, abbia di fatto equiparato, nel resto d’Europa, i livelli di formazione tecnica di scuola superiore e di primo livello universitario, occorre tener presente che in Europa i tecnici diplomati non esistono. Invece in Italia i livelli formativi di scuola superiore e di primo livello universitario sono e resteranno distinti, visto che, al momento, alcuna riforma in materia è in discussione in Parlamento. Esprimono inoltre vivo compiacimento per la ferma posizione in materia tenuta dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri che rappresenta tutti gli iscritti agli Ordini degli Ingegneri e ribadiscono la ferma volontà di rimanere all’interno degli Ordini degli Ingegneri quale naturale Albo per l’esercizio della professione di ingegnere. Sulla base di queste considerazioni, dichiarano la loro assoluta e piena contrarietà ad eventuali tentativi di “annessione” dei laureati di primo livello da parte di talune categorie professionali tecniche e “fanno appello alle istituzioni affinché intervengano per evitare che venga perpetrata questa grave ingiustizia sociale ai danni di intere generazioni di giovani che hanno creduto nei nuovi percorsi accademici ed investito in anni di duro studio universitario ma che oggi hanno solo il forte sospetto che dietro l’alibi di riduzione degli Ordini professionali si celino altre finalità molto meno nobili quali la promozione, sul campo, a laureato di chi laureato non è o l’usurpazione di più appetibili competenze e titoli professionali che non competono o, ancora, la sostenibilità di talune casse previdenziali.” Ricordiamo che ad una polemica sugli stessi temi si era assistito qualche settimana fa, quando il CNI aveva parlato di “grave attacco all’ingegneria italiana” in relazione alla proposta di istituire il nuovo Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria. Immediatamente Pierluigi Mantini aveva garantito la modifica del testo di legge, al fine di fugare ogni dubbio derivante dall’ utilizzo del termine “ingegneria”, che resterà una esclusiva degli appartenenti all’Ordine degli Ingegneri ( leggi tutto ).

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