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NORMATIVA

Professioni: nel nuovo ddl Ordini protagonisti della riforma

di Rossella Calabrese

Il Sottosegretario alla Giustizia Scotti: 'non è sufficientemente definita la differenza tra ordini ed associazioni'

Vedi Aggiornamento del 12/03/2008
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13/12/2007 - È ripresa martedì scorso, presso le Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera, la discussione dei disegni di legge di riforma delle professioni. I relatori Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi , firmatari del disegno di legge in esame, hanno presentato un “appunto di lavoro” che individua le parti del testo sulle quali c’è la disponibilità ad accogliere eventuali modifiche ed integrazioni. La procedura utilizzata è stata contestata dalla deputata Maria Grazia Siliquini , che ne ha lamentato la scarsa chiarezza, ricordando che si è partiti dal disegno di legge Mastella (in una versione già modificata rispetto a quelle diffuse precedentemente dal Governo), successivamente la Commissione ha tenuto le audizioni che hanno chiarito gli innumerevoli problemi esistenti in relazione al testo governativo; quindi i due relatori hanno consegnato un nuovo testo. Attualmente – ha concluso Siliquini – non è chiaro se si discuta sul testo Mastella o su quello dei relatori, che hanno inoltre appena presentato una nuova versione. Su questo punto, il presidente della Commissione, Pino Pisicchio , ha spiegato che il testo all’esame è quello proposto dai relatori, che hanno cercato di trovare una sintesi della varie proposte di legge, del testo del Governo e delle osservazioni esposte nel corso delle audizioni. Il nuovo documento – ha chiarito Pisicchio – non è un nuovo testo, ma una nota esplicativa delle parti più «sensibili» sulle quali si rendono disponibili a suggerimenti ed integrazioni. Il lavoro effettuato – ha aggiunto il relatore Chicchi – raccoglie infatti quel dissenso di cui si è parlato rispetto al disegno di legge del Governo ed ha avuto come obiettivo quello di assegnare il ruolo di protagonisti della riforma proprio agli ordini professionali. Alla seduta è intervenuto il Sottosegretario alla Giustizia, Luigi Scotti , che ha ricordato la disponibilità del Governo a trasformare i principi di delega in norme di carattere generale, sulle quali eventualmente intervenire nel dettaglio con decreti delegati. Per quanto riguarda poi la questione della riduzione del numero degli ordini professionali, secondo Scotti la risposta data dal testo dei relatori non è sufficiente, come non sufficientemente definita è la differenza tra ordini ed associazioni. Nel testo del Governo si era scelta una soluzione che consentiva da un lato il permanere degli Ordini e dall'altro la creazione di associazioni di professioni, sulla base di requisiti ben definiti. Mantini ha immediatamente risposto alla critica affermando che nel testo è chiara la distinzione fra ordini ed associazioni, sul piano giuridico, logico e politico; la soluzione trovata può non essere condivisa ma è chiara: la pregiudiziale che veniva posta era quella delle attività riservate, ma è piuttosto chiaro che non sempre dove c'è un Ordine ci sono attività riservate (ad esempio l’Ordine dei commercialisti). La vera distinzione, quindi, deve prendere in considerazione le attività riservate e quelle non riservate: su tutte le attività non riservate è ammissibile l'esistenza di associazioni. Il regime, infatti, deve essere di concorrenza e nello stesso tempo prevedere una chiara distinzione fra ordini e associazioni, ovvero una corretta denominazione professionale. Nelle prossime sedute sarà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti.

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