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‘Xi Gallery’: la Corea costruisce un Housing Cultural Center
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‘Xi Gallery’: la Corea costruisce un Housing Cultural Center

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Una nuova tipologia di edificio firmata Mass Studies

04/01/2008 – Si chiama “Xi Gallery” ed è un “Housing Cultural Center” , una nuova tipologia di edificio inaugurata a Pusan , in Corea . La struttura, progettata dagli architetti coreani Minsuk Cho e Kisu Park di Mass Studies , è stata realizzata con l’obiettivo di promuovere il marchio di appartamenti “Xi”. Oltre alla tipologia standard di unità abitative aperte al pubblico (una prassi comune in Corea finalizzata a pubblicizzare e lanciare sul mercato gli edifici in costruzione), la struttura ospita un’ampia area adibita a spazio culturale riservato ai residenti. Di qui la nascita della nuova tipologia abitativa individuabile nel “Centro culturale residenziale”, da interpretare come risultato di una complessa interrelazione tra spinte economiche ed attività culturali che porta alla fusione tra pubblico e privato. “L’idea fondamentale della nostra ricerca – spiegano i progettisti di Mass Studies – è consistita nel creare uno spazio fluido che potesse rispondere alle situazioni “sempre nuove” che derivano da un flusso dinamico di cultura ed economia. L’organizzazione di un sistema di movimento corrispondente a tale spazio risulta necessaria se si vuole preservare l’individualità dei diversi spazi; e al tempo stesso estenderli ed unificarli secondo modalità differenti per adeguarli alle possibili necessità future. In tal modo possiamo scoprire una nuova tipologia di efficienza spaziale in grado di rispondere ai cambiamenti culturali presenti e futuri, gettando le basi per una cultura progressista”. L’edificio si sviluppa su 4 piani, per una superficie complessiva di quasi 9500 metri quadrati. Il primo piano funge da ingresso sia pedonale che per le automobili; il secondo e terzo piano ospitano spazi per le diverse attività culturali, mentre l’ultimo piano è riservato all’esposizione delle unità abitative. Il progetto si compone di due elementi sovrapposti: i primi due piani danno forma ad un volume compatto che i progettisti chiamano “Cubist Mountains” (Montagne cubiste), mentre la porzione di edificio che unisce gli ultimi due piani è stata battezzata “Cubist Cloud” (Nuvola cubista). La geometria del volume più basso disegna una valle chiusa da due colline, mentre il volume più alto è rivestito da un involucro traslucido realizzato in etilene tetrafluoroetilene (ETFE) che minimizza la materialità della costruzione. Cromaticamente cangiante, di notte l’involucro si illumina conferendo alla struttura la leggerezza di una “nuvola”.
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