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Una ‘Second Life’ per la Via Flaminia antica
URBANISTICA

Una ‘Second Life’ per la Via Flaminia antica

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Un museo archeologico virtuale realizzato a Roma dall’Itabc del Cnr

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14/01/2008 - Quattro avatar, Marta, Katrina, Mike e Omar, si aggirano tra i resti della villa di Livia, sulla via Flaminia, via consolare romana che collegava Roma con Rimini. Ma come era la residenza ai tempi di Augusto? Si chiedono i visitatori cibernetici. Con uno straordinario salto temporale si ritrovano in epoca romana, tra triclini, cortili affrescati e giardini, accolti dalla padrona di casa, Livia, che li intrattiene raccontando la sua vita. Visitare i monumenti e la strada romana ormai scomparsi è oggi possibile grazie alla ricostruzione virtuale realizzata dal team di Maurizio Forte dell’ Istituto di tecnologie applicate ai beni culturali–Heritage Lab (Itabc) del Consiglio nazionale delle ricerche . Il “Museo virtuale della Via Flaminia antica” , inaugurato l’8 gennaio scorso, ha sede permanente in una sala del Museo Nazionale Romano alle terme di Diocleziano, a Roma. Quattro postazioni consentono agli utenti-avatar di entrare contemporaneamente nella dimora imperiale o nel sito archeologico di Grottarossa, condividendo le scoperte e incontrando direttamente alcuni protagonisti: il giardiniere e il pittore della dimora di Livia, un soldato di Augusto o l’imperatore stesso. Il restante pubblico, grazie a occhiali stereoscopici, potrà osservare su un grande schermo quello che accade sui monitor e calarsi nella realtà 3D. Il progetto, nato nel 2005, promosso e finanziato da Arcus SpA, utilizza canali sensoriali differenti, e oltre all’installazione multi-utente per il Museo, produrrà anche un’applicazione per Second Life, un sito web, un VR webGIS e un volume edito dall'Erma di Bretschneider. La Soprintendenza Archeologica di Roma ha messo a disposizione la sala museale affinché il pubblico possa fruire del risultato del progetto del Cnr. Il risultato ha richiesto oltre due anni di lavoro, un’equipe di venti fra archeologi, architetti, informatici, storici dell’arte, esperti in paleoambiente, impegnati nella creazione di un mondo virtuale ‘vivo’, fatto di paesaggi, fauna, flora, comportamenti umani e territori popolati, in grado di integrare e affiancare il tessuto urbano odierno e il mondo antico. “Sul grande schermo allestito nella sala, l’esplorazione si modifica in tempo reale in base a ciò che i quattro utenti attuano in una duplice prospettiva, singola e collettiva, con effetti di grande spettacolo e coinvolgimento generale”, spiega Maurizio Forte. “E’ il primo caso europeo di museo virtuale archeologico condiviso in cui il visitatore è il reale protagonista del cyberspazio per apprendere contenuti informativi complessi attraverso comportamenti immersivi”. Quattro sono le tappe previste nel ‘viaggio’: Ponte Milvio, uno dei più antichi di Roma, reso celebre dalla famosa battaglia tra Massenzio e Costantino; l’area archeologica di Grottarossa; la Villa di Livia, moglie di Augusto, a Prima Porta; Malborghetto, un casale fortificato in epoca medievale che racchiude un arco del IV secolo d.C. Sono due i livelli di osservazione dell’arteria romana: oltre al segmento che va da Ponte Milvio a Malborghetto - con un collegamento alla sede museale nella cui sezione epigrafica sono esposti i materiali provenienti dal sepolcreto presso Ponte Milvio e dal Santuario di Anna Perenna - il sistema ripropone la veduta 3D del paesaggio antico, relativo al tratto romano, e moderno dell’asse viario, mappato e rielaborato con foto satellitari, aeree, carte storiche e topografiche. Tutte le aree archeologiche sono state rilevate con tecnologie ad alta precisione GPS differenziali, fotocamere ad alta risoluzione, sistemi di telerilevamento e scanner laser, per un totale di 3.051 mq di modelli. La ricostruzione dei monumenti si è basata sullo studio comparativo di reperti archeologici, fonti letterarie e iconografiche, per ottenere risultati attendibili. “In tal senso vorrei aggiungere che l’Itabc - Cnr ha da poco firmato il ‘London Charter’, un documento europeo che suggerisce alcune linee guida affinché i prodotti virtuali rispondano a criteri di scientificità e trasparenza delle fonti documentarie”, commenta il ricercatore. “La ricostruzione della Via Flaminia è il primo prodotto che segue questa direttiva. Il nostro sistema permetterà di verificare quali sono le aree più visitate dagli utenti-avatar, decretando il successo di un sito piuttosto che di un altro”. La presentazione è accompagnata da una serie di eventi, tra i quali la pubblicazione a stampa di una monografia sulla Villa di Livia per l’Herma di Bretschneider e di un sito web interamente dedicato al progetto che via via verrà aggiornato nel tempo. Per saperne di più: www.vhlab.itabc.cnr.it/flaminia Fonte: www.itabc.cnr.it
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