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A settembre lavori al via per il MUSE di Trento
ARCHITETTURA

A settembre lavori al via per il MUSE di Trento

di Roberta Dragone

Renzo Piano annuncia per marzo la consegna del progetto esecutivo

19/02/2008 – È previsto per settembre il via ai lavori di costruzione del nuovo Museo della Scienza che l’architetto Renzo Piano ha progettato per la città di Trento. Il Comitato tecnico amministrativo dei lavori pubblici e della protezione civile della Provincia Autonoma ha espresso il 12 febbraio scorso parere favorevole sulla congruità del valore di stima finale dell’edificio. Il progetto, commissionato nel 2002 a Renzo Piano da Iniziative Urbane Spa, sarà acquistato dalla Patrimonio del Trentino SpA per quasi 70 milioni di euro. Il parere favorevole del Cta è stato preceduto dall’illustrazione del progetto da parte dei progettisti dello studio Renzo Piano Building Workshop . Unanime l’apprezzamento per la grande qualità architettonica dell’opera. Entro la fine di marzo – annunciano i progettisti – sarà consegnato il progetto esecutivo. Il via all’appalto dei lavori è atteso entro il prossimo settembre. In merito al valore di stima dell’intervento, il Cta dei lavori pubblici della Provincia Autonoma di Trento ha operato una scelta sulla base delle due ipotesi di relazione elaborate dall’architetto Adriano Conci. La prima ipotesi prevedeva la realizzazione di un edificio rientrante nella classe energetica B (minore o uguale a 45 Kwh per metro quadrato all’anno per il riscaldamento invernale). La seconda proponeva invece l’assoggettamento alle procedure di certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) stabilendo il grado di approssimazione in Silver. Data la accettabile differenza di costo (€ 48851.380 rispetto ai € 47407.534 della prima ipotesi), il Cta ha optato per la seconda valutazione di stima, che consentirà di realizzare una struttura che potrà vantare un valore aggiunto dato dalla sua sostenibilità. Il nuovo edificio sorgerà nell’area dismessa dell’ex fabbrica Michelin, che l’architetto Piano intende restituire ai cittadini. L’area si estende su 11 ettari da palazzo delle Albere a Via Monte Baldo e dalla linea ferroviaria fino alla sponda sinistra dell’Adige; obiettivo dell’intervento è restituire alla città il suo corso d’acqua riqualificando l’area tra il centro storico ed il fiume. In primo luogo la ricucitura dell’area col tessuto cittadino esistente ed il recupero del rapporto con l’ambiente fluviale attraverso una migliore fruizione delle sue risorse naturali; in secondo luogo la ritrasformazione dei luoghi divenuti ormai marginali rispetto alla città in spazi urbani in grado di ospitare uffici, attività commerciali, ma anche eventi culturali e situazioni ricreative. Un grande parco pubblico in diretta relazione con il fiume, intrecci di canali, e l’installazione di un mix di funzioni per attività commerciali, incontri sociali e culturali. “Il progetto – spiegano dallo studio Renzo Piano Building Workshop - privilegia una lettura orizzontale del rapporto tra i nuovi edifici e gli spazi aperti proprio grazie all’altezza degli edifici, i cui ritmi e scala dimensionale sono paragonabili a quelli della città storica e delle attività industriali preesistenti. L’intero nuovo quartiere sarà caratterizzato da edifici alti 4/5 piani con tipologia prevalentemente in linea o a corte, e con la presenza di due “oggetti speciali”, che funzioneranno da magneti aggreganti a tutte le ore del giorno, sia per gli abitanti del nuovo insediamento che per il resto della città”. Il centro congressuale a sud, destinato ad accogliere un centro meeting ed altre attività di interesse collettivo, ed il museo della scienza a nord i “due oggetti speciali” citati nella relazione. Il museo delle scienze si trova a stretto contatto con il nuovo parco pubblico e con il Palazzo delle Albere. Piano concepisce il museo come una struttura in cui “i grandi temi del percorso espositivo siano riconoscibili anche nella forma e nei volumi mantenendo al tempo stesso un ampia flessibilità di allestimento degli spazi, tipica di un museo di nuova generazione”. Di qui la particolare interpretazione volumetrica: una successione di pieni e vuoti che sembrano galleggiare su un grande specchio d’acqua, e grandi falde per la copertura che ne assecondano le forme. Nel primo volume, partendo da est, trovano spazio uffici amministrativi e di ricerca, laboratori scientifici, spazi accessori per il personale. Allineato con l’asse principale del quartiere, lo spazio per la lobby attraversa l’intera profondità dell’edificio affacciandosi a nord sull’area verde di palazzo delle Albere. Una serie di spazi espositivi sale gradualmente in altezza dal primo livello fino quasi a “sfondare” la copertura. In tal modo il visitatore si ritrovai ad un certo punto immerso nella realtà circostante passando dalla “simulazione” all’esperienza diretta. Ulteriore peculiarità dell’edificio è la “rain forest”: “una grande serra tropicale che in particolari periodi dell’anno potrà relazionarsi con specifici allestimenti espositivi, anche all’esterno, su appositi spazi di pertinenza dove l’acqua, la luce ed il verde, faranno da naturale scenografia all’esperienza del visitatore”.
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