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ATTESTAZIONE SOA

Attestazioni SOA: verifica straordinaria dei certificati

di Rossella Calabrese

Pubblicato il regolamento per la revisione dei documenti utilizzati dal 1° marzo 2000 al 1° luglio 2006

Vedi Aggiornamento del 18/12/2008
13/02/2008 - Entrerà in vigore il prossimo 26 febbraio il DM n. 272 del 21 dicembre 2007 “Regolamento recante norme per l'individuazione dei criteri, modalità e procedure per la verifica dei certificati dei lavori pubblici e delle fatture utilizzati ai fini delle attestazioni rilasciate dalle SOA dal 1° marzo 2000 alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (1° luglio 2006)”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 35 dell’11 febbraio 2008. Il Regolamento è stato emanato ai sensi dell’articolo 253, comma 21, del Codice degli Appalti ( Dlgs 163/2006 ) che disciplina le procedure di verifica dei certificati di lavori pubblici di cui all'articolo 22, comma 7, del DPR 25 gennaio 2000, n. 34 , i certificati pubblici e privati rilasciati prima della data di entrata in vigore dello stesso DPR 25 gennaio 2000, n. 34, nonchè le fatture presentate dalle imprese per comprovare i lavori privati di cui all'articolo 25, comma 5, lettera c), del DPR 25 gennaio 2000, n. 34. L’articolo 1 del Regolamento prevede che il Ministero delle Infrastrutture e l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici sottopongono a verifica i seguenti atti, ove utilizzati per il conseguimento delle attestazioni SOA dal 1° marzo 2000 al 1° luglio 2006: a) i certificati di lavori pubblici, di cui all'articolo 22, comma 7, del DPR 25 gennaio 2000, n. 34, nonchè i certificati di lavori pubblici e privati rilasciati prima della data di entrata in vigore del DPR 25 gennaio 2000, n. 34; b) le fatture presentate dalle imprese ai sensi dell'articolo 25, comma 5, lettera c), del DPR 25 gennaio 2000, n. 34. L’articolo 2 illustra gli adempimenti a carico delle SOA: l’Autorità, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del Regolamento, metterà a disposizione delle SOA i modelli informatici da utilizzare per trasmettere i dati relativi ai certificati ed alle fatture. Le SOA avranno quindi 60 giorni di tempo per trasmettere all'Osservatorio presso l'Autorità i dati richiesti; per queste attività le SOA non potranno ricorrere a prestazioni di soggetti esterni alla loro organizzazione aziendale. L’articolo 3 prevede sanzioni pecuniarie ed interdittive (previste dagli artt. 6, comma 11, e 40, comma 4, lettera g), del Dlgs 163/2006) per le SOA che, senza giustificato motivo, non trasmettano, in tutto o in parte, i dati relativi ai certificati ed alle fatture nei modi e tempi previsti dall'articolo 2, ovvero che trasmettano dati non veritieri. L’Osservatorio presso l'Authority, dopo aver ricevuto dalle SOA i modelli informatici, li trasmette alle amministrazioni aggiudicatrici competenti le quali, in relazione a ciascun certificato di lavori pubblici, compresi i certificati di lavori pubblici rilasciati ai sensi della legge 10 febbraio 1962, n. 57, verificano e attestano la veridicità dei seguenti dati: 1) data del contratto di appalto; 2) oggetto del contratto di appalto con riferimento alle categorie di cui alla tabella corrispondenze nuove e vecchie categorie, allegato A del DPR 25 gennaio 2000, n. 34; 3) denominazione e composizione del soggetto aggiudicatario; 4) inizio e ultimazione lavori; 5) opere eseguite da eventuali subappaltatori; 6) importi contrattuali dell'appalto e di eventuali perizie di variante o suppletive delle opere eseguite; 7) buon esito delle opere; 8) nominativo del responsabile del procedimento o del funzionario che ha rilasciato il certificato. L’Osservatorio trasmette i modelli informatici anche al Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, che verificano i dati contenuti nelle fatture, e ai provveditorati regionali ed interregionali per le opere pubbliche del Ministero delle Infrastrutture. L’Authority e il Ministero individuano i dati non confermati e li segnalano al consiglio dell'Autorità, la quale può procedere alla sospensione in via cautelare dell'attestazione e può richiedere alla SOA di revocare l’attestazione di qualificazione rilasciata sulla base di dati risultati non veritieri. Fortissime perplessità sono state espresse dall’Authority sul decreto ministeriale, che non ha tenuto conto delle indicazioni e del parere espresso dalla stessa Autorità, a suo tempo richiesto dal Ministero. "La mancata chiarezza sulla verifica complessiva dei certificati, l’assenza della celerità e della certezza del controllo sui documenti inviati e l’impossibilità di procedere prioritariamente sulle attestazioni oggi utilizzate produrranno notevoli intralci e difficoltà operative – spiega l’Authority con un comunicato. In un sistema già complesso, che ha subito notevoli evoluzioni, il non aver recepito nel decreto i suggerimenti formulati da questa Autorità, frutto di un’esperienza ultraquinquennale, fa sorgere gravi preoccupazioni sul raggiungimento degli obiettivi che il legislatore giustamente si era prefissato. L’Autorità di vigilanza si augura che si possa porre riparo tempestivamente alle sicure disfunzioni che diversamente si verificheranno."
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