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I Palazzi Gualdo di Vicenza riportati al loro splendore cinquecentesco

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La calce idraulica naturale FEN-X di Tassullo per il riempimento dei vuoti presenti nelle sezioni murarie

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25/02/2008 - Chi percorre il centro storico di Vicenza in cerca di tracce del passato trova, poco distante dalla Basilica del Palladio, il complesso dei Palazzi Gualdo, riportati al loro splendore cinquecentesco. Prima del restauro I Palazzi Gualdo di Vicenza continuano ad essere oggetto di attenzione e studio da parte degli addetti ai lavori: il loro caso è stato infatti presentato in un recentissimo convegno che aveva per tema la manutenzione programmata degli edifici restaurati, svoltosi proprio nella città berica. Ma è l’intero processo di recupero del manufatto - dallo stadio predittivo alla diagnostica, dal progetto al cantiere di restauro dell’edificio come degli apparati decorativi - che rende i Palazzi Gualdo un’esperienza ancora attuale. Il complesso intervento è stato documentato in un volume della collana Reficere Tassullo, strumento di divulgazione su ampia scala delle conoscenze acquisite in ambito universitario e nella pratica diuturna di progettazione e di cantiere. Cesare Renzo Romeo, docente universitario e architetto nonché curatore della pubblicazione, focalizza l’attenzione sulla fase diagnostica: “La conservazione del patrimonio culturale è sempre più soggetta a contributi multidisciplinari convergenti verso un ‘progetto della conoscenza’ che trova riscontro, sotto il profilo normativo, nelle prescrizioni relative alla ‘qualità’ del percorso progettuale. Ai fini della più completa e approfondita ricerca delle informazioni necessarie al progetto di conservazione, l’anamnesi riveste un’importanza determinante. Nel caso dei Palazzi Gualdo, la stesura delle linee guida è stata preceduta da un’attenta calibrazione del rilievo, funzionale a definire quali metodi diagnostici impiegare e alla redazione del piano e del cronoprogramma degli interventi mirati alla mappatura del degrado.” Sorto sulle vestigia dell’area scenica del teatro romano di Vicenza, Palazzi Gualdo prende nome dall’omonima famiglia che si stabilì nel rione Berga alla metà del XV secolo. L’ambizioso programma di riedificazione degli edifici medievali voluto dai nuovi proprietari raggiunse un primo risultato agli inizi del 1500, con un edificio dal linguaggio architettonico rinascimentale, riconducibile al gusto di Lorenzo da Bologna ma sul quale spicca il piano nobile, di carattere prettamente veneto, configurato a loggiato. Durante il XVI secolo prende forma l’ampliamento del fabbricato originario, caratterizzato da una propria facciata in continuità con l’esistente e dal successivo ‘Salone degli Imperatori’, completamente adornato da un ricco apparato scultoreo e da affreschi, lo spazio più interessante dal punto di vista artistico fra le molte, suggestive sale che compongono i Palazzi Gualdo. È nell’Italia post-risorgimentale che Riccardo Gualdi, architetto e proprietario, decide di intervenire diffusamente sul complesso edilizio, introducendo anche una simmetria di facciata prima sconosciuta al prospetto del nucleo architettonico originario; ulteriori modifiche furono apportate agli spazi interni nel corso del novecento, ma già alla metà dello scorso secolo i delicati materiali lapidei dell’apparato decorativo esterno versavano in condizioni di degrado tali da rendere indispensabile un intervento di conservazione. Il restauro Già in epoca asburgica, sul sedime del complesso monumentale, vennero condotte campagne di scavi archeologici ma bisogna attendere il 1994, l’anno del restauro, per fare piena luce sull’effettiva consistenza delle stratificazioni storiche dei Palazzi Gualdo. La riscoperta delle murature e delle fondazioni di epoca romana – oggi parzialmente visitabili – e il loro rilievo ha permesso di conoscere e datare correttamente ogni singolo maschio murario, consentendo una ricostruzione delle successive stratificazioni dei magisteri costruttivi la cui attendibilità, estesa alla zona di origine romana con le medesime caratteristiche, è stata poi confermata da altri studi. Il progetto di restauro ha perseguito obiettivi di indirizzo ‘filologico’: le modifiche ottocentesche e successive sono state sacrificate allo scopo di restituire l’immagine della fabbrica durante il suo periodo aulico. Fra gli interventi di ordine strutturale spicca il rifacimento dello scalone d’onore, che la ristrutturazione ottocentesca aveva pesantemente modificato: sulla base del rinvenimento di lacerti degli scalini, il nodo distributivo è stato ricomposto secondo l’orientamento rinascimentale impiegando materiali originali. L’eterogeneità costruttiva degli elementi soggetti a consolidamento statico ha trovato riscontro nella richiesta di progetto di caratterizzare i materiali esistenti, in particolare le malte di allettamento delle murature e quelle impiegate per la realizzazione degli intonaci. L’indagine mineralogica ha permesso di individuare in un prodotto Tassullo privo di silicato tricalcico e alluminato tricalcico, il materiale più adatto a replicare l’inerzia chimica in presenza di solfati e la resistenza meccanica delle malte presenti nei paramenti murari dei Palazzi Gualdo. La calce idraulica naturale FEN-X di Tassullo, grazie alle caratteristiche sopra indicate - unite all’elevata traspirabilità all’aria e alla sua capacità di smaltire l’acqua per evaporazione - è un materiale adatto per il riempimento mediante iniezione dei vuoti presenti nelle sezioni murarie. La capacità di regolazione igrometrica degli ambienti propria delle malte naturali derivate dal FEN-X, oltre ad assimilarne il comportamento a quello delle malte antiche confezionate con calci spente o debolmente idrauliche, costituisce un fattore essenziale per garantire l’auspicata salubrità e il comfort dei delicati ambienti presenti all’interno degli edifici storici, specie se ospitano importanti testimonianze artistiche, la cui conservazione è spesso compromessa da minime variazione dei parametri microambientali. Tassullo su Edilportale.com

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