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NORMATIVA

Durc: violare la sicurezza non blocca l’attività d’impresa

di Rossella Calabrese

Ministero del Lavoro: le irregolarità in materia di sicurezza fanno perdere solo i benefici normativi e contributivi

Vedi Aggiornamento del 23/12/2008
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15/02/2008 – Le irregolarità in materia di tutela delle condizioni di lavoro, indicate dal DM 24 ottobre 2007 come cause ostative al rilascio del Durc, escludono dai benefici normativi e contributivi ma non bloccano l’attività d’impresa. È questa, in estrema sintesi, l’interpretazione della circolare 5/2008 del Ministero del Lavoro sul DM 24 ottobre 2007 relativo al Documento Unico di Regolarità Contributiva (Durc). La Circolare chiarisce innanzitutto ogni singola disposizione del Decreto Ministeriale, evidenziando gli elementi di continuità e di novità rispetto alla disciplina previgente. A proposito dei soggetti obbligati (art. 1), la circolare ricorda che le imprese di tutti i settori sono tenute a presentare il Durc anche per accedere ai benefici e alle sovvenzioni comunitarie «per la realizzazione di investimenti». Inoltre, il Durc rientra tra la documentazione necessaria per l’assegnazione di appalti pubblici o per l’abilitazione (permesso di costruire o Dia) alla esecuzione di appalti privati nel settore dell’edilizia; il Durc è poi richiesto anche ai lavoratori autonomi ancorché privi di dipendenti, «nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia. I soggetti tenuti al rilascio del Durc – ricorda la circolare – oltre all’Inps e all’Inail, sono individuati negli «altri Istituti previdenziali che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria », previa una apposita convenzione con i predetti Istituti (art. 2). Per quanto attiene alle Casse edili, dalla data di entrata in vigore del decreto, solo quelle costituite «da una o più associazioni dei datori o dei prestatori di lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale che siano, per ciascuna parte, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale» possono rilasciare il Durc. Per quanto attiene alla validità del Durc (art. 7), la Circolare ricorda che il Durc utilizzato nell’ambito degli appalti pubblici ed ai fini della erogazione di benefici ha una validità mensile, mentre ai fini degli appalti privati in edilizia ha una validità trimestrale, così come previsto dall’art. 39-septies del Dl n. 273/2005 (conv. ca L. n. 51/2006). Il differente regime si spiega in quanto nell’ambito degli appalti pubblici il Documento è richiesto non soltanto in sede di affidamento dei lavori ma anche in fasi successive dell’appalto relative, ad esempio, al pagamento dei Sal o dello stato finale dei lavori, mentre per gli appalti privati è richiesto dal committente solo prima dell’inizio dei lavori. Il decreto prevede particolari ipotesi in presenza delle quali è comunque rilasciata la certificazione di regolarità contributiva (art. 8): viene introdotta la norma per cui, in pendenza di contenzioso amministrativo e sino alla decisione dello stesso, la regolarità contributiva va sempre dichiarata. Ulteriore elemento di novità è rappresentato dalla previsione secondo cui, ai soli fini della partecipazione a gare di appalto, non osta al rilascio del Durc una omissione contributiva «non grave». La gravità del debito è poi individuata secondo due parametri: - uno scostamento «inferiore o pari al 5% tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun periodo di paga o di contribuzione»; - o, comunque, «uno scostamento inferiore ad Euro 100,00», fermo restando un obbligo di pagamento di tali importi entro 30 giorni dal rilascio del Durc. In sostanza, pertanto, pur in presenza di uno scostamento superiore al 5%, il Durc è comunque rilasciato qualora il debito contributivo sia inferiore ad Euro 100,00. La novità più importante è costituita dalla individuazione di condizioni ostative, ulteriori alla mera omissione contributiva, al rilascio di un Durc regolare. il DM intende penalizzare le imprese che, pur in regola con gli obblighi contributivi, non rispettano altri parametri di regolarità sul piano della legislazione sociale. Relativamente all’efficacia della «sanzione accessoria» rappresentata dal non rilascio del Durc, occorre determinarne l’ambito operativo e cioè di verificare se essa operi sia con riferimento agli appalti, alle sovvenzioni comunitarie ed ai benefici normativi e contributivi, o sia limitata solo a queste ultime agevolazioni. Il comma 1176 della Finanziaria 2007 fa esplicito riferimento al Durc finalizzato alla fruizione dei benefici normativi e contributivi; pertanto – si legge nella circolare – l’ambito di efficacia delle cause ostative connesse alla violazione della disciplina in materia di tutela delle condizioni di lavoro - cause che peraltro incidono direttamente sui diritti soggettivi degli interessati - non possa essere esteso al Durc rilasciato in occasione di appalti pubblici e privati ma sia da riferirsi al Durc richiesto ai soli fini della fruizione dei predetti benefici normativi e contributivi.

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