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LAVORI PUBBLICI

Appalti: Authority deve incentivare efficienza PA

Le imprese qualificate sono aumentate del 44% dal 2002 al 2006

Vedi Aggiornamento del 10/09/2008
06/03/2008 - In un mercato in cui, nel 2007, 13.000 stazioni appaltanti hanno bandito limitatamente alle gare di importo superiore a €. 150.000: • 18.956 gare nel settore del lavori; • 8.257 gare nel settore dei servizi; • 7.075 gare nel settore delle forniture • 4.059 gare per lavori servizi e forniture nei settori speciali, l’Authority è chiamata a combattere l’inefficienza delle PP.AA. riferita alla fase della progettazione, della selezione e dell’esecuzione delle opere. Tale patologia comporta maggiori costi e tempi più lunghi di esecuzione delle opere pubbliche, per cui è necessario incentivare comportamenti virtuosi per promuovere la concorrenza, dice il Presidente dell’Authority nel corso della Tavola rotonda su “Quale Rapporto tra Stato, Imprese e Mercato” tenutasi a Roma il 4 marzo scorso. Tali criticità comportano anche riflessi negativi sulla presenza delle imprese italiane nei mercati esteri, poiché dei 5,6 miliardi di dollari banditi dalla Banca Mondiale nel periodo luglio 2003/giugno 2004 - per lavori, servizi e forniture - solo 61 milioni di dollari sono stati aggiudicati ad imprese italiane. Di contro il mercato italiano risulta meno attraente per le imprese straniere. L’Autorità - ha proseguito il presidente Giampaolino - persegue “il corretto funzionamento, l’economicità, l’efficacia, la tempestività e la correttezza degli affidamenti dello Stato per garantire la libera concorrenza, la parità di trattamento, la non discriminazione, la trasparenza, la proporzionalità, la pubblicità, e nei settori dei contratti pubblici non solo dei lavori, ma anche dei servizi e delle forniture.” L’attività di vigilanza dell’Autorità ha rilevato che il numero di imprese qualificate è aumentato dal 2002 al 2006 del 44%, per cui si conferma l’assenza di barriere all’entrata e la possibilità per le imprese di concorrere per il mercato. La vigilanza è svolta sistematicamente, tra l’altro, sul fenomeno degli spostamenti delle imprese tra diversi organismi di attestazione (SOA), sul fenomeno della cessione dei rami d’azienda utilizzato da alcune imprese per eludere l’interdizione dal mercato, nonché sugli stessi organismi di attestazione preposti a garantire la sussistenza dei requisiti per l’esercizio dell’attività. Sul piano dell’ordinamento – dice Giampaolino- il codice dei contratti pubblici ha delineato un nuovo rapporto tra Stato, Imprese e Mercato per cui l’efficienza della P.A. diventa elemento rilevante tra l’Italia e gli altri Paesi europei. Le norme che ora reggono il settore e le funzioni che l’Autorità deve svolgere – ha continuato Giampaolino – provengono per buona parte, se non per la massima parte, dalla normativa comunitaria posta in essere per favorire la concorrenza, lo sviluppo del mercato, le imprese. Fonte: Ufficio stampa Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
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