Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Visure catastali, arriva il Sistema integrato del territorio
TOPOGRAFIA Visure catastali, arriva il Sistema integrato del territorio
LAVORI PUBBLICI

Toscana: pubblicata la nuova legge sugli appalti

di Rossella Calabrese

Eliminate le norme censurate dalla sentenza della Corte Costituzionale

Vedi Aggiornamento del 22/09/2008
Commenti 4741
19/03/2008 - È stata pubblicata sul Bollettino regionale del 5 marzo scorso, la legge regionale n. 13 del 29 febbraio 2008, che modifica la Lr n. 38 del 13 luglio 2007 in materia di contratti pubblici e sicurezza del lavoro. Il testo è stato ampiamente riformulato per tenere conto della sentenza 401/2007 con la quale la Corte Costituzionale ha definito le competenze dello Stato e delle Regioni in materia di appalti pubblici ( leggi tutto ). Di seguito le principali novità. Con una integrazione all’art. 1, è incentivato l’acquisto di forniture di beni realizzati con materiali riciclati. È stata cancellata la possibilità (art. 3, c. 3) per gli enti appaltanti, di integrare il numero dei soggetti da invitare alle procedure di aggiudicazione, qualora essi siano in numero inferiore a quello previsto dall’articolo 27 del Dlgs 163/2006. È stato abrogato il comma 2 dell’art. 15 che prevedeva, nel caso in cui l’offerta risultata provvisoriamente aggiudicataria non fosse soggetta alla valutazione di anomalia di cui agli articoli 86 e seguenti del Dlgs 163/2006, la possibilità per le stazioni appaltanti di valutare la congruità dei costi della manodopera e, per gli appalti di servizi, di quelli della sicurezza. Qualora tali costi non fossero risultati congrui, le stazioni appaltanti non avrebbero proceduto all’aggiudicazione definitiva. Ricordiamo che il secondo decreto correttivo del Codice degli appalti ha previsto l’obbligo di valutare il costo del lavoro e della sicurezza per tutti i tipi di appalto, sia al momento della predisposizione delle gare che nella valutazione dell’anomalia. Cancellato anche l’art. 18 che prevedeva che la stazione appaltante, in caso di ritardo nel pagamento delle retribuzioni al personale impiegato nella esecuzione dell’appalto, invitava l’impresa a provvedervi entro il termine di 15 giorni, scaduto il quale effettuava il pagamento diretto delle retribuzioni arretrate ai lavoratori, detraendo il relativo importo dalle somme dovute all’impresa appaltatrice. Lo stesso valeva per il subappalto. Questa norma è risultata in contrasto con il Codice civile e con il Dlgs 163/2006. L’originario titolo dell’art. 19 “Cause di risoluzione del contratto”, è diventato “Promozione della continuità occupazionale”; sono stati eliminati i primi tre commi che indicavano, come cause di risoluzione del contratto, la mancata sostituzione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale e del medico competente, gravi violazioni degli obblighi assicurativi, previdenziali e di retribuzione dei dipendenti, gravi violazioni delle prescrizioni contenute nei piani di sicurezza, l’impiego di personale in nero, la violazione degli obblighi di informazione. Resta quindi soltanto l’obbligo per le stazioni appaltanti, in caso di risoluzione del contratto, di promuovere confronti con le parti sociali ai fini della continuità occupazionale. Con l’abrogazione del comma 2 dell’art. 20, viene eliminata la norma secondo cui i bandi di gara prevedevano espressamente il divieto di subappalto in favore delle imprese che hanno presentato offerta in sede di gara; cancellata la verifica dell’incidenza dei costi della manodopera sugli importi previsti dal contratto di subappalto; scompare anche la norma che consentiva alle stazioni appaltanti di limitare il ricorso al subappalto alle attività che rivestono carattere di specializzazione nelle categorie di riferimento. Abrogato l’art. 35 che prevedeva l’esclusione delle imprese per cinque anni dalla partecipazione alle gare, per violazioni in materia di sicurezza, regolarità contributiva e costituzione della cauzione. L’art. 36, relativo ai criteri di aggiudicazione, perde il comma 1 che imponeva alle stazioni appaltanti di utilizzare, per l’aggiudicazione, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anziché quello del massimo ribasso, tranne che nei casi in cui la natura dell’appalto non lo consentiva.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Superbonus 110%, lo conosci davvero? Scoprilo con il quiz! Partecipa