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Solare termodinamico: in arrivo tariffe incentivanti

Solare termodinamico: in arrivo tariffe incentivanti

Da 0,22 a 0,28 euro in base alla percentuale della frazione solare

Vedi Aggiornamento del 10/09/2009
di Rossella Calabrese
28/03/2008 - Nella seduta del 26 marzo scorso, la Conferenza Unificata ha dato il via libera al decreto ministeriale che incentiva la produzione di energia elettrica mediante impianti solari termodinamici. Il decreto, che attua l’art. 7 del Dlgs 387/2003 , prevede il riconoscimento per 25 anni di tariffe incentivanti da 0,28 a 0,22 euro per Kilowattora prodotto ; la tariffa è differenziata in base alla percentuale della frazione solare: - per gli impianti in cui la frazione solare sia sopra l’85%, la tariffa incentivante è pari a 0,28 euro; - per gli impianti in cui la frazione solare sia tra l’85% e il 50%, la tariffa incentivante è pari a 0,25 euro; - per gli impianti in cui la frazione solare sia sotto il 50%, la tariffa incentivante è pari a 0,22 euro. Alla tariffa incentivante va aggiunto il prezzo di vendita dell’energia prodotta. Sono quindi incentivate tutte le produzioni di energia elettrica attribuibili alla fonte solare, ancorché realizzate con impianti ibridi, nei quali il calore prodotto dalla fonte solare integra il calore prodotto da fonti diverse; tuttavia, la tariffa riconosciuta è decrescente al decrescere della produzione imputabile alla fonte solare. Tale soluzione risponde a due esigenze: da un lato tiene conto che un impianto solare termodinamico non ibrido necessita di un generatore di elettricità dedicato, a differenza di quanto accade in un impianto ibrido; dall’altro lato, l’attenzione agli impianti ibridi si giustifica con il fatto che, almeno nel medio termine, questa soluzione tecnologica appare la più promettente, sia nel nostro Paese che all’estero. L’obiettivo nazionale di potenza nominale da installare è pari a circa 200 Megawatt . Soggetto incaricato di gestire gli incentivi è il Gestore dei servizi elettrici (GSE), che si occupa anche della gestione degli incentivi alla produzione di elettricità dalle altre fonti rinnovabili, incluso il solare fotovoltaico. I beneficiari dell’incentivazione sono le persone fisiche e giuridiche responsabili degli impianti, progettati, realizzati ed eserciti in conformità alle disposizioni del decreto. Gli incentivi sono cumulabili con finanziamenti che rientrano nelle seguenti soglie: - in conto capitale eccedenti il 10% del costo dell'investimento; - in conto interessi con capitalizzazione anticipata eccedenti il 25% del costo dell'investimento. Qualora vi siano finanziamenti che superano queste percentuali, con delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, verranno ridotte le tariffe incentivanti in rapporto al finanziamento ricevuto. Il provvedimento non ha impatto sul bilancio dello Stato, poiché gli oneri conseguenti vengono caricati sulle tariffe elettriche che trovano nella componente tariffaria A3 già la copertura economica necessaria. Il decreto fissa stabilisce i requisiti tecnici minimi dei componenti e degli impianti che si intende incentivare: - è stabilito l’obbligo di utilizzare termoconvettori non inquinati (a meno che gli impianti non siano situati in aree industriali); - gli impianti devono essere dotati di sistemi di accumulo, per sfruttare una delle specificità di maggior importanza del termodinamico, cioè la possibilità di superare il grande limite delle altre tipologie di produzione di energia rinnovabile, cioè l’intermittenza,; - la superficie captante deve essere superiore a 2500 mq e, in caso di impianti ibridi nei quali l’apporto non rinnovabile è superiore al 50%, superiore a 25000 mq. Sono definite le procedure per l’accesso agli incentivi , le relative modalità di erogazione e le procedure autorizzative: come per il fotovoltaico, la richiesta di incentivo va inoltrata a impianto ultimato al GSE, il quale comunica, previa verifica di rispetto delle disposizioni del decreto, la tariffa incentivante riconosciuta.
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