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STRUTTURALE

NTC e calcolo azioni sismiche: problemi di applicazione

di Roberta Dragone

La precisione del metodo proposto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 sarebbe illusoria

Vedi Aggiornamento del 28/10/2008
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28/03/2008 – Con il Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008 sono state approvate le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni . La parte relativa alla determinazione delle azioni sismiche (allegati A e B) rappresenta una delle principali novità del nuovo testo normativo: definitivamente abbandonato il concetto di “Zone Sismiche”, il documento introduce un nuovo metodo di calcolo che considera la maglia elementare di riferimento come più preciso parametro per la classificazione sismica del territorio. Si tratterebbe tuttavia di una precisione apparente, dietro la quale si celerebbero nuovi rilevanti problemi di applicazione della nuova normativa. A sollevare la questione è Paolo Rugarli , ingegnere strutturista di Castalia srl, il quale ha redatto sull’argomento un articolo molto dettagliato che fornisce molteplici strumenti per una consapevole interpretazione della nuova norma. L’articolo, dal titolo Zone, griglie, o… stanze? Dalle “zone sismiche” al “room effect”: verso una nuova modalità nella determinazione del rischio sismico, sarà pubblicato a breve sulla rivista Ingegneria Sismica, mentre è già online sul forum della Regione Emilia Romagna. La redazione di Edilportale.com ne pubblica la versione integrale, disponibile nel pdf allegato in fondo alla presente pagina. Rugarli fa notare come le formule di interpolazione dei parametri sismici presenti nel testo del Decreto Ministeriale del 14-1-2008 (allegato A) siano tali da generare dei bruschi salti nel passare da una maglia alla maglia limitrofa del reticolo di riferimento. Tali bruschi salti renderebbero di fatto la norma inapplicabile per le innumerevoli costruzioni che giacciono sulle linee di confine tra maglia e maglia, e non sembrerebbero deporre troppo a favore della cura con la quale le disposizioni di legge sono state preparate. L’apparente precisione di quello che l’autore definisce ironicamente “meraviglioso lavoro di integrazione probabilistica delle notizie storiche con quelle sismo-tettoniche compiuto dal team delle nuove norme tecniche sismiche” porterebbe alla inevitabile considerazione di due nuovi effetti: lo street effect ed il room effect. Lo studio condotto da Rugarli metterebbe infatti in evidenza che i valori della sismicità di base all’interno della singola maglia possono variare anche fino al 60%, e che il calcolo dei parametri sismici deve essere pertanto compiuto usando le coordinate geografiche esatte della costruzione allo studio, pena l’esistenza di variazioni non trascurabili nell’input sismico. Dimostrato che lo street effect è un “reale risultato raggiunto dal team delle nuove norme tecniche sismiche”, l’Autore solleva l’ulteriore questione del room effect, effetto stanza: nel passare da una stanza all’altra del medesimo appartamento l’input sismico può cambiare significativamente. Di qui l’ironica conclusione: “Nello spirito probabilistico che anima la norma… si potrà decidere quale maglia di riferimento adottare tra le due o quattro possibili mediante un ripetuto tiro di dadi”. L’Autore passa quindi in rassegna le implicazioni economiche che tale pretesa precisione nella determinazione dell’input sismico potrebbe avere, anche sugli edifici strategici. Mediante confronto con le norme americane, l’Autore si chiede infine se il sistema adottato dalle norme italiane non sia inutilmente complesso e tale da fornire una precisione del tutto illusoria. Nella determinazione dei parametri sismici nei vari punti della griglia di riferimento si dovrebbero gioco forza adoperare ipotesi semplificative ed assunzioni ad hoc che poi non consentirebbero di ottenere una precisione a tre o quattro cifre significative nei parametri. In altre parole si tratterebbe di calcoli illusori ed inutili, con in più il problema legato alle discontinuità tra maglia e maglia. Sembrerebbe quindi una nuova situazione problematica per il settore dei progettisti strutturali delle opere sismiche. Prosegui la lettura nel documento PDF allegato

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