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Bologna: Casalunga Golf Resort
ARCHITETTURA

Bologna: Casalunga Golf Resort

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Il sasso come materia prevalente in relazione con la storia del luogo

17/04/2008 - Casalunga Golf Resort sorge nella campagna di Castenaso , alle porte di Bologna . Lo scorso anno il complesso è stato oggetto di un intervento di ampliamento, curato da Antonio Iascone , finalizzato alla creazione di cinque nuovi edifici destinati ad integrare e sostituire i servizi già esistenti nella vecchia Club House, un edificio in stile colonico denominato Casalunga. Il rapporto con la storia del luogo e il desiderio di rispettarne la memoria hanno suggerito e influenzato fortemente le scelte dei materiali utilizzati per il progetto. Il sito oggetto dell’intervento è posto al confine tra due territori caratterizzati rispettivamente dai segni agrimensori tipici del paesaggio agricolo e dalle forme sinuose tipiche delle aree estrattive poste in prossimità dell’alveo fluviale. Il campo da golf è situato infatti all’interno dell’area di una ex cava di ghiaia e il lago, creatasi artificialmente dopo la dismissione dell’attività estrattiva. Contribuiscono alla caratterizzazione del luogo il vegetale della campagna, il minerale della cava e l’acqua del parco fluviale. I segni tipici del territorio agricolo (fossi, scoline, filari) sono stati reinterpretati da un percorso pedonale con orientamento Nord-Sud fiancheggiato da un filare di carpini piramidali che diventa asse portante del progetto e fulcro distributivo. I volumi infatti si attestano ordinatamente sul percorso lungo il fronte Est per disallinearsi sul fronte Ovest rapportandosi alla morfologia del contesto fluviale. I nuovi edifici ospitano la reception, la Club House, un grande e funzionale spogliatoio con deposito sacche, un centro fitness che si estende sulla piscina e solarium esterni dotati di bar all’aperto e otto camere. Il progetto Per utilizzare e valorizzare al tempo stesso il contesto paesaggistico di assoluto rilievo, tutti gli edifici, con i loro diversi volumi e le loro funzioni, sono stati concepiti in modo da privilegiare le viste sul campo da golf, creando ampi affacci o addirittura, nel caso della Club House, un edificio completamente vetrato. L’intento di integrare il nuovo intervento con la conservazione della casa colonica e dei due edifici cilindrici, in passato adibiti a silos (e divenuti nel tempo l’icona del Golf Club) ha portato alla ricerca di un punto di incontro concretizzatosi con l’ampliamento di questi ultimi per mezzo di un nuovo corpo vetrato, anticipazione in scala più piccola, del linguaggio utilizzato nel resto del progetto e dando vita ad un nuovo spazio destinato a divenire la reception del nuovo complesso. Sempre nel rispetto delle caratteristiche del luogo, l’altezza massima degli edifici non supera quello della casa colonica, abbassandosi gradualmente verso l’estremità sud dell’intervento e creando, per mezzo di questo movimento, un richiamo alla sinuosità del campo circostante. Parte integrante del concept architettonico è stata la scelta di utilizzare il sasso come materia prevalente per le superfici perimetrali in relazione con la storia del luogo. Il contrasto tra opacità e pesantezza del sasso contrapposta alla trasparenza e leggerezza del vetro sintetizzano i diversi caratteri degli elementi naturali del luogo. II ciottoli di fiume usati per i rivestimenti di facciata sono stati posti in opera all’interno di gabbie in acciaio inox. La relazione tra la texture dei sassi, che assumono diverse tonalità per effetto dell’incidenza della luce naturale e delle condizioni atmosferiche, e la brillantezza dell’acciaio, creano giochi di colori e percezioni sempre diverse a seconda del prevalere dell’una rispetto all’altra. Il risultato è un’opera dal tratto contemporaneo, perseguito attraverso il rispetto dei toni e dello spirito del luogo, e con l’intendimento di armonizzarsi con l’ambiente e valorizzarlo reinterpretandone l’essenza.
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