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Professioni: si riapre la partita sulla riforma

di Rossella Calabrese

Gli Ordini e le associazioni chiedono al nuovo Governo la nomina di un sottosegretario alle professioni

Vedi Aggiornamento del 16/06/2009
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22/04/2008 - Un sottosegretario alle professioni. È questa la richiesta degli Ordini professionali al Governo che sta per insediarsi. Il presidente del Cup di Torino ha chiesto al futuro premier Silvio Berlusconi di mettere la riforma delle professioni intellettuali - auspicata da anni da 2.500.000 professionisti italiani - in cima all’agenda di governo, ripartendo dalla proposta messa a punto durante il precedente Governo Berlusconi. Lo hanno seguito il presidente del Cup Nazionale, Raffaele Sirica, il presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali, Giuseppe Jogna e il presidente dei Geologi, Pietro Antonio De Paola, che hanno chiesto la nomina di un vero e proprio “ministro delle professioni”. Probabilmente si tratterà di un sottosegretario con delega alle professioni - dal momento che i ministri del prossimo governo non potranno essere più di dodici - che andrà a coadiuvare il Ministro della Giustizia, competente per questa materia. Nel dibattito è intervenuto il Colap che ha chiesto che il sottosegretario con delega alle professioni “rappresenti l’intero panorama professionale italiano fatto di ordini e di associazioni professionali. Un rappresentante per le professioni – ha sottolineato Giuseppe Lupoi, Coordinatore nazionale del Colap - che sappia portare avanti le istanze di tutti i professionisti italiani regolamentati e non. La scelta - continua Lupoi - non deve però ricadere su soggetti che già in passato hanno dimostrato aperta contrarietà al sistema associativo, un sistema che oggi rappresenta oltre 3 milioni di professionisti e non può, ne deve, essere messo da parte”. Ricordiamo che il tema delle professioni è stato sempre al centro del dibattito negli ultimi due anni: la legislatura che si è appena conclusa è stata caratterizzata dal primo decreto Bersani (luglio 2006) che ha abolito l’obbligatorietà delle tariffe minime ( leggi tutto ) che ha avvicinato la normativa italiana a quella europea, ma ha determinato uno scontro frontale tra Ordini professionali e Governo, culminato in una manifestazione nazionale nell’ottobre 2006 ( leggi tutto ). Nel frattempo il Parlamento ha iniziato l’esame di alcuni progetti di legge di riforma, ai quali si è aggiunto il disegno di legge messo a punto dal Ministero della Giustizia ( leggi tutto ). Successivamente il CUP ha avviato la raccolta di firme per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, che è arrivata in Parlamento nel novembre scorso ( leggi tutto ). Intanto i relatori Mantini e Chicchi avevano presentato un nuovo testo-base che teneva conto delle indicazioni delle proposte di legge già all’esame del Parlamento, del disegno del Governo, e dei contributi emersi nel corso delle audizioni ( leggi tutto ). Quest’ultimo testo è stato adottato dalle competenti Commissioni della Camera nel gennaio scorso, pochi giorni prima della caduta del governo. Alla vigilia delle elezioni il Cup ha nuovamente richiamato l’attenzione dei candidati formulando una serie di proposte per valorizzare il ruolo dei professionisti nella società e nell’economia del Paese.

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