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A New York una torre residenziale firmata UNStudio
ARCHITETTURA

A New York una torre residenziale firmata UNStudio

di Roberta Dragone

L’edificio è avvolto in una sontuosa veste di fasce orizzontali in metallo nero

06/05/2008 - Entro il 2009 sorgerà a New York un edificio di 20 piani avvolto in una sontuosa veste di fasce orizzontali in metallo nero. Si tratta di Five Franklin Place , una torre residenziale firmata dall’architetto olandese Ben van Berkel di UNStudio . L’edificio troverà spazio a Tribeca (acronimo di Triangle Below Canal Street), il quartiere triangolare di Manhattan chiuso a nord da Canal Street e a sud dal World Trade Center. Omaggio diretto alle decorazioni di facciata in ghisa tipiche dell’architettura industriale newyorkese del XIX secolo, queste scure strisce di metallo avvolgono l’intero edificio in un leggero movimento da cui risultano angoli smussati ed in cui si alternano continuamente fasce spesse e fasce più sottili. Riflettendo la luce nelle diverse ore del giorno insieme alle nuvole e ai colori della città, la superficie del metallo crea inoltre un suggestivo effetto estetico. Ma non si tratta solo di una scelta estetica. Nello strategico movimento di torsione, le strisce di metallo si trasformano in balconi per oltre metà degli appartamenti, in terrazze per gli attici, nonché in parasole che offrono all’intera struttura protezione dalla eccessiva esposizione solare. Si tratta di un progetto di facciata che offre ad ognuna delle 55 unità residenziali previste all’interno dell’edificio la necessaria privacy e al tempo stesso la massima illuminazione insieme ad una suggestiva vista a 360 gradi su Manhattan. “Tribeca – spiega Ben van Berkel – è un posto meraviglioso che vanta una affascinante storia architettonica, ma che racconta anche l’interessante storia degli artisti che hanno lavorato e vissuto in questo quartiere. Nel nostro modo di vedere, gli artisti che hanno occupato in modo casuale i numerosi loft ne hanno interpretato gli spazi secondo modalità del tutto inusuali, definendo lo stile di vita di questo posto. Noi abbiamo voluto creare delle residenze in cui potesse rivivere parte di quella causalità e flessibilità”. Nel tentativo di reinterpretare la tradizionale architettura residenziale, Van Berkel spiega il proprio sforzo di “portare in casa le vedute della città, creare un posto autenticamente confortevole e piacevole, nonché ampliare l’idea del come viviamo dentro casa”.
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