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Stop ai bandi del programma Qualità Italia 2007-2008

di Rossella Calabrese

L’Autorità di vigilanza boccia uno dei sei concorsi di architettura per mancato rispetto del principio dell’anonimato

Vedi Aggiornamento del 05/03/2010
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27/05/2008 - L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha bocciato i concorsi di architettura banditi dalle Amministrazioni locali nell’ambito del programma Qualità Italia 2007/2008; con un parere emesso il 17 aprile scorso, l’Authority ha ritenuto uno dei bandi di concorso non conforme alla normativa di settore.

Battuta d’arresto ad un passo dalla sua conclusione quindi per la prima edizione dell’iniziativa che promuove lo strumento del concorso di progettazione per la realizzazione di opere pubbliche di qualità nelle regioni del Sud Italia: entro luglio infatti è prevista la proclamazione dei vincitori, tra i sessanta finalisti ammessi alla seconda fase concorsuale ( leggi tutto ).
 
A sollevare dei dubbi sulla correttezza del concorso è stato l’Ordine degli Architetti della Provincia di Campobasso, che si è rivolto all’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici in merito al concorso bandito dalla Provincia di Campobasso per l’ampliamento della Biblioteca provinciale.
 
Gli architetti molisani contestavano il mancato rispetto del principio dell’anonimato e la commistione fra l’istituto del concorso di idee e quello del concorso di progettazione.
 
Relativamente alla prima contestazione, l’Ordine ha evidenziato che in fase di prequalificazione i concorrenti erano tenuti a presentare “una relazione contenente la proposta ideativa”, anche con schizzi e schemi grafici. Nella successiva fase concorsuale anonima, i concorrenti selezionati dovevano sviluppare l’idea progettuale presentata nella fase di prequalificazione. Secondo l’Ordine, è stato violato il principio dell’anonimato in quanto la commissione di valutazione poteva ricollegare il progetto presentato nella seconda fase alla proposta ideativa presentata in precedenza.
 
In relazione alla seconda contestazione, l’Ordine sottolinea che lo sviluppo della proposta ideativa altro non è che la predisposizione di un progetto preliminare, che esula dalla disciplina del concorso di idee, teso a selezionare una idea progettuale.
 
Secondo l’Amministrazione che ha bandito il concorso, invece, l’elaborazione dell’idea progettuale attiene strettamente alla fase concorsuale anonima, mentre l’approccio al tema di concorso nella fase di prequalificazione deve avere carattere metodologico e non progettuale; schizzi e schemi grafici sono - secondo l’Amministrazione - illustrazioni/diagrammi che concettualizzino gli aspetti tipologici e funzionali che il progettista intende utilizzare.
 
Di conseguenza, la valutazione della commissione in sede di qualificazione si riferisce esclusivamente ai curricula, alla composizione del gruppo di progettazione, alle modalità di approccio al tema, elementi che non possono influire nella successiva fase concorsuale e determinare una violazione del principio dell’anonimato.
 
Per quanto attiene alla seconda contestazione, l’Amministrazione ha evidenziato che l’articolo 108 del Codice degli Appalti (Dlgs 163/2006) rubricato “concorso di idee”, richiama esplicitamente la normativa dei concorsi di progettazione e che è ammissibile un concorso di idee articolato in una fase di qualificazione e in una fase concorsuale e che, soprattutto, il bando è articolato in modo tale da richiede ai concorrenti un livello di approfondimento inferiore al progetto preliminare.
 
Secondo l’Autorità, l’Amministrazione provinciale, nell’individuare fra i criteri di prequalificazione, la presentazione di una relazione di approccio al tema del concorso, ha introdotto un elemento di “riconoscibilità” della proposta progettuale.
 
Di conseguenza è fondata anche la seconda contestazione sollevata dall’Ordine; infatti, una volta che la relazione di approccio al tema del concorso è stata inserita nella giusta fase procedurale, non rappresenta un elemento diverso rispetto all’elaborazione dell’idea progettuale, ma ne costituisce il naturale presupposto, nell’ambito del progetto di massima richiesto dal bando, prodromico all’elaborazione dei successivi livelli di progettazione.
 
A seguito del Parere, poiché alcuni degli elementi contestati ricorrono anche negli altri concorsi, Qualità Italia ha suggerito alle amministrazioni che hanno emesso i bandi nel 2007 di valutare la possibilità di annullamento dei bandi. In questo caso i nuovi concorsi potrebbero essere riproposti in tempi brevi e in linea con il parere dell’Autorità, per concludersi entro l’anno.

Ad esempio, il Comune di Siracusa , banditore del concorso per il nuovo waterfront, ha avviato il procedimento di annullamento della procedura concorsuale e ha dato dieci giorni di tempo ai dieci gruppi selezionati per proporre osservazioni e controdeduzioni, stabilendo di concludere il procedimento entro il 20 giugno 2008. “Non vi è una decisione già precostituita – fanno sapere dalla segreteria del concorso – dovendosi compiere tutti gli adempimenti del contraddittorio avviato per la conclusione del giusto procedimento; ma è evidente che trattandosi di procedura concorsuale sotto l'egida di Qualità Italia, il Comune di Siracusa intende conformarsi, nei limiti del possibile, all'orientamento generale dei Ministeri promotori.”

Anche il Comune di Mola di Bari ha avviato il procedimento di annullamento in autotutela di tutta la procedura concorsuale, informandone, il 15 maggio scorso, i dieci raggruppamenti selezionati nella fase di prequalificazione.
 
Qualità Italia ha fissato per il 10 giugno prossimo una riunione nel corso della quale sarà definita una strategia per il futuro della procedura concorsuale.
 
 
Intanto sta per scadere il termine per la candidature delle Amministrazioni all’edizione 2008/2009: entro il 4 giugno prossimo dovranno pervenire le domande per i nuovi bandi.

Sito ufficiale Qualità Italia: www.sensicontemporanei.it/qi/

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