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LAVORI PUBBLICI

Un anno in più per modificare il Codice degli appalti

di Rossella Calabrese
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Lo chiede il Governo per evitare la procedura di infrazione comunitaria

Vedi Aggiornamento del 11/06/2008
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Ultim’ora – L’emendamento presentato dal Governo per posticipare al 30 giugno 2009 il termine utile per modificare il Codice degli appalti è stato respinto perché inammissibile.


23/05/2008 - In vista della scadenza del 30 giugno 2008 (fissata dalla legge 62/2005), dopo la quale non sarà più possibile modificare il Codice degli appalti ( Dlgs 163/2006 ), il Governo prova a prendere tempo e, con un emendamento al DL 59/2008 (legge comunitaria), propone di posticipare al 30 giugno 2009 tale scadenza, per evitare la procedura di infrazione comunitaria che seguirebbe alla Lettera del 4 febbraio 2008 con la quale la Commissione europea ha sollevato dubbi sulla conformità del Codice degli appalti alle direttive europee ( leggi tutto ).
 
L’emendamento in discussione alla Camera interviene sull’art. 25, comma 3, della legge 62/2005, portando da due a tre anni l’arco di tempo entro cui possono essere emanate disposizioni correttive ed integrative al Codice.
 
In questo modo il Governo potrebbe rispondere alla Commissione europea modificando il Codice (e, di conseguenza, il Regolamento attuativo) e apportando, eventualmente, anche altre correzioni che riterrà opportune.
 
Un riferimento utile per intervenire sul Codice ed evitare l’infrazione può essere lo schema di terzo decreto correttivo , eredità dell’ex ministro Di Pietro. Il testo risponde alla censura della Commissione concernente il project financing – che prevede un diritto di prelazione in favore del promotore – modificandone profondamente la disciplina, conformandosi alle osservazioni formulate dalla Commissione ( leggi tutto ).

 
È in dirittura d’arrivo, intanto, il Regolamento attuativo del Codice. Il provvedimento, ricordiamo, era stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 21 dicembre 2007 (leggi tutto) e quindi firmato dal Capo dello Stato; successivamente, mentre era in fase di registrazione presso la Corte dei conti, era stato ritirato dal Ministero per via di numerosi errori formali.

Il Regolamento è stato nuovamente trasmesso (il 6 maggio scorso) alla Corte dei conti che darà entro 60 giorni l’ultimo via libera per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ricordiamo che il Regolamento – che entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione – sbloccherà numerosi istituti: il dialogo competitivo, l’appalto integrato e le aste elettroniche.
© Riproduzione riservata

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