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NORMATIVA

Il gazebo annesso all’albergo non è pertinenza

di Rossella Calabrese

L’intervento si qualifica come ampliamento e, se abusivo, va demolito

Vedi Aggiornamento del 08/02/2016
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09/05/2008 – Un gazebo chiuso da teloni di plastica, adibito a bar di un albergo, non può essere classificato come pertinenza; di conseguenza la sua realizzazione abusiva è punibile con la demolizione.

Lo ha chiarito il Tar del Veneto che, con la sentenza n. 870 del 4 aprile 2008, ha confermato l’ordine di demolizione che il Comune di Venezia ha emesso nei confronti di un operatore turistico che aveva creato una struttura per la somministrazione di bevande dell’albergo, posta su una pedana delimitata da un basamento in legno e da teloni di plastica.

Secondo i giudici, l’intervento contestato non ha natura pertinenziale, in quanto, anche se strumentale all’edificio principale, è privo di autonomia strutturale, dal momento che accede direttamente all’edificio stesso di cui, pertanto, costituisce ampliamento.

La pertinenza è infatti definita come un manufatto di scarsa consistenza ed impatto ambientale, autonomo sotto il profilo strutturale ma funzionalmente collegato con il bene principale attraverso un rapporto di stretta strumentalità. Se la veranda in questione fosse una pertinenza, sarebbe soggetta a DIA e, quindi, la sua realizzazione abusiva sarebbe punita solo con una sanzione pecuniaria ai sensi dell’art. 37 del DPR n. 380/2001, e non con un provvedimento demolitorio.

Trattandosi invece di un vero e proprio ampliamento, l’opera si qualifica come ristrutturazione edilizia che, pur potendo essere indifferentemente realizzata con permesso di costruire o con DIA (art. 22, III comma, lett. a del DPR 380/2001, come sostituito dall’art. 1, I comma, lett. e del DLgs 301/2002), è assoggettato, in assenza di titolo, alla sanzione demolitoria.

Inoltre, le Norme Tecniche del PRG per la Città Antica di Venezia stabiliscono che nei percorsi pedonali (com’è l’area in questione) è ammessa la “periodica installazione di panchine, sedie e tavoli per la somministrazione di cibi e bevande in ogni caso direttamente sulla pavimentazione esistente….esclusa la messa in opera di qualsiasi elemento di delimitazione dei siti…”.

Nel caso in oggetto non sono rispettati né la prescrizione relativa alla periodicità dell’installazione degli arredi (che, infatti, sono permanenti e comprendono un banco-bar che costituisce l’unica area di somministrazione di bevande dell’albergo) né quella secondo cui gli arredi debbono poggiare direttamente sulla pavimentazione esistente (è stata infatti creata un’apposita pedana), né il divieto di delimitare l’area in concessione (che è perimetrata da un basamento in legno con ringhiera in ferro e fioriere incorporate), né, infine, la disposizione dell’uso esclusivo di tende avvolgibili o ombrelloni facilmente rimovibili per la sola copertura (il manufatto è invece una struttura in ferro infissa al terreno …chiusa sul lato esterno da un telone di plastica…”).

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