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ARCHITETTURA

Torino 2008: Transmitting Architecture

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Al via la XXIII edizione del Congresso Mondiale di Architettura

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30/06/2008 - Ha aperto ieri i battenti a Torinola XXIII edizione del Congresso Mondiale di Architettura promosso dall’ UIA , Unione Internazionale degli Architetti. La manifestazione, nata nel 1948 e per la prima volta assegnata a una città italiana, rappresenta il punto d’incontro e di dibattito sul futuro dell’architettura nel mondo del XXI secolo, in una società sempre più complessa e globalizzata.
Dopo Barcellona, Beijinng, Berlino e Istanbul, Torino , città in continua trasformazione e innovazione, ospita l’evento mondiale che ogni tre anni riunisce migliaia di architetti e di studenti attorno a un tema che coinvolge le prospettive dell’architettura in rapporto a grandi questioni sociali e culturali di attualità. Dopo le Olimpiadi Torino avrà di nuovo un ruolo centrale a livello internazionale.

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Il tema del congresso 2008, in programma sino al prossimo 3 luglio, è estremamente ambizioso e stimolante: Transmitting Architecture – Comunicare Architettura , ovvero la capacità e la forza che ha l’architettura di esprimere e trasmettere nel tempo valori, emozioni e culture diverse.
Un titolo che racchiude due significati: l’architettura comunica la sua azione, progettuale e sociale, ma contemporaneamente raccoglie le energie positive e i fenomeni emergenti espressi dalla società. Farsi conoscere ed apprezzare non solo per quello che produce, ma soprattutto, per i valori che comunica.
Uno dei principali obiettivi della XXIII edizione del congresso è proprio quello di proporre soprattutto al grande pubblico un’immagine diversa dell’architettura e di dimostrare che l’architettura è davvero di tutti: non più statica e tecnica scienza, mondo di pochi esperti, ma file rouge che accompagna le grandi questioni che attraversano la società d’oggi. Transmitting Architecture appunto, comunicare l’architettura.
 
“A Torino vogliamo comunicare l'architettura quale organismo vivente in simbiosi con l'Uomo e con la Natura. – dichiara Raffaele Sirica, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti - Vogliamo esprimere i problemi della società contemporanea insieme alle potenziali risposte che la nostra professione può esprimere. L'architettura dell'era elettronica e digitale deve, infatti, contribuire a neutralizzare le patologie delle grandi aree urbane. Deve superare i linguaggi, sia accademici che sperimentali che ignorano la crisi ambientale e sociale. Il valore di testimonianza civile dell'architettura – conclude Sirica - risiede oggi, tra l'altro, nella sua capacità di contribuire a costruire un futuro ecologicamente sostenibile e di contrastare in modo efficace il degrado sociale delle periferie”.

Al congresso di Torino prenderanno parte migliaia di architetti e di studenti provenienti da tutto il mondo, un congresso che si vuole misurare con problematiche che travalicano gli stretti ambiti e linguaggi della professione, per affrontare le vere questioni dell’umanità.
 
Tre i temi al centro dei giorni di confronto ed esposizione, affrontati da relatori e personaggi di fama internazionale: Cultura , Democrazia e Speranza . Tre valori che alla luce della cronaca di questi anni – e soprattutto nel prossimo futuro – caratterizzeranno il vivere civile e collettivo del nostro tempo. Insomma, un’assise che vuole avvicinare l’architettura a un pubblico sempre più ampio, fruitore vero e ultimo dell’architettura.
 
L’architettura è la disciplina che trasforma nel tempo ciò che ci sta intorno e che dialoga con tutti: deve misurarsi con le grandi questioni di questo secolo, la riduzione delle risorse naturali, lo sviluppo sostenibile, i processi di inurbamento, l’integrazione, la convivenza e la sicurezza.
 
“Come la democrazia politica è il presupposto irrinunciabile dello sviluppo civile e sociale di ogni Paese – afferma Leopoldo Freyrie, Relatore Generale del Congresso – così la democrazia urbana è il fattore di crescita del confronto per un processo di trasformazione del territorio sostenibile, ordinato e credibile. Le grandi scelte devono essere il frutto di una condivisione dell’intero corpo sociale, sviluppando partecipazione e inclusione, per rappresentare l’interesse generale. Questa prospettiva è fondamentale nell’Occidente evoluto e ricco, ma anche nelle terre disagiate, dove per milioni di persone l’esigenza primaria non è l’ordinata disposizione delle aree verdi, ma l’accesso ai livelli minimi di abitazione e alimentazione. Il Congresso sarà un’occasione per gli architetti per assumersi, per la loro parte, questa grande responsabilità”.
 
Il Congresso di Torino è nato su presupposti culturali di grande respiro e il programma messo a punto conferma la scommessa fatta all’atto della candidatura della città italiana. La profondità dei temi che saranno affrontati, la loro articolazione nelle sessioni che animeranno i tre giorni, l’elevato livello dei relatori che interverranno testimoniano l’importanza dell’appuntamento dell’UIA, non solo per il mondo degli architetti.
 
L’evento si svolge al Centro Congressi Lingotto di Torino e al Palavela ,dove si terranno le lectio magistralis. Oltre alle sessioni di lavoro, nell’arco delle giornate sono previste le premiazioni dei concorsi e la consegna della Medaglia d’Oro UIA.
 
Tre le lectio magistralis, una al giorno, con i grandi dell’architettura internazionale: Massimiliano Fuksas e Mathias Klots , Peter Eisenman e Terunobu Fujimori .
Due i premi Nobel presenti Muhammad Yunus e Wangari Maathai .
 
Tra le sessioni merita segnalare per la Cultura Il:che cosa trasmette l’architettura, come lo fa e come dovrebbe farlo. Tra i relatori Kengo Kuma, Hani Rashid e Aaron Betsky . E ancora, La giovane architettura : le idee e il lavoro di alcuni giovani protagonisti dell’architettura mondiale, per ascoltarne e dibatterne le proposte per il futuro della città e dell’habitat insieme ad architetti come Gary Chang, Bevk Perovic, Lo-Tek e Metrogramma. linguaggio dell’architettura contemporanea
Per la giornata dedicata alla Democrazia gli argomenti trattati spaziano dalla comunicazione al sociale: si parlerà dell’importanza del dialogo e della partecipazione del pubblico nei processi di trasformazione del territorio, ad esempio per comprendere e decostruire la diffusa logica del N.I.M.B.Y. (Not In My Back Yard) nell’ottica opposta di contribuire a formare un’opinione pubblica
sempre più partecipe e consapevole della fase progettuale dei cambiamenti e soddisfatta quindi del proprio contesto culturale e sociale.
Si concluderà con la giornata dedicata alla Speranza : la città sostenibile, quella in cui tutti vorremmo vivere, con un basso impatto sull’ambiente, dove i contrasti siano sempre più attenuati. Una città migliore per una società migliore. Trasmettere la città sostenibile è infatti un confronto di casi e esperienze da tutto il mondo. La tecnica dell’immaginario affronta il tema dell’innovazione tecnologica e il progetto di architettura insieme a nomi internazionali tra cui Odile Decq, Michele De Lucchi, Marcos Novak, Zhu Pei, Michelangelo Pistoletto .
 
I programmi prevedono eventi e seminari sugli aspetti più attuali della materia, oltre 20 mila metri quadri di spazi dedicati a mostre ed esposizioni di architettura e di discipline connesse. Dal 30 giugno al 3 luglio, contemporaneamente al congresso, si svolge all’Oval una fiera internazionale di prodotti per l’architettura, l’edilizia e la compatibilità ambientale, ARCHITEKTONIKA , accessibile a tutti i partecipanti e aperta al pubblico. Dal 1° al 2 luglio, invece, gli spazi del Padiglione 1 di Lingotto Fiere ospitano Architex : salone dedicato a materiali polimerici, tessili e ibridi per l’architettura, l’edilizia e l’arredo urbano.
Dentro l’Oval anche spazi culturali con A Book , la libreria internazionale specializzata in architettura, urbanistica e paesaggio. A Book organizza durante i giorni di congresso Archileggere, serie di incontri e appuntamenti con autori di fama internazionale sul grande tema dell’architettura e del mondo che la circonda.
 
Il Congresso si propone di esplorare il confine fra modernità e innovazione, per capire che cosa ragionevolmente si può offrire alle generazioni future – afferma Riccardo Bedrone, Presidente del Congresso Volgere lo sguardo al futuro sostenibile è un dovere etico dell’architetto, per un mondo ancora abitabile domani. Le città incarnano la fragilità della nostra travagliata epoca, con la loro persistente incapacità a offrire un modello di emancipazione “dal male e dal dolore” come è accaduto per secoli, con la loro inidoneità a essere rappresentate se non attraverso costruzioni monumentali come inutili segni forti. Città afflitte dai nuovi conflitti sociali, solidamente volte ad aggredire risorse sempre più rare come l’acqua, il suolo, l’energia, città nelle città estranee le une alle altre sono la metafora dell’incapacità degli uomini di produrre meno beni e più relazioni sociali e conoscenza”.

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