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RISULTATI

Stevan Tesic vince il concorso di Collebeato

di Cecilia Di Marzo

L’edificio è elemento connettivo centripeto tra sistemi esterni

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20/06/2008 - L’Amministrazione Comunale di Collebeato , dovendo procedere alla riqualificazione delle aree circostanti la sede municipale , aveva bandito lo scorso febbraio il concorso di idee per ottenere, attraverso il confronto di più proposte, progetti finalizzati alla realizzazione di un’opera di elevata qualità che fosse anche comprensiva di un edificio di due piani fuori terra e uno interrato.
 
La giuria del concorso ha dichiarato vincitore il progetto dell’arch. Stevan Tesic (capogruppo) dello studio DI_aRCHON, con l’arch. Milena Veljkovic (DI_aRCHON) "evidenzia un approfondimento generale di alto profilo, presta particolare attenzione alla definizione degli spazi aperti proponendo una soluzione architettonica sensibile al contesto” . e l’arch. Rinaldo Ciravolo perché, oltre a sviluppare il tema della sostenibilità, “e
La virtù del progetto sta nella ricerca della misura e della bellezza attraverso il paradigma del necessario, che diventa anche la misura della sua sostenibilità contestuale. La tecnica e il suo uso equilibrato determinano la soglia della compatibilità ambientale e futuribile, che conferisce la traccia alla sperimentazione nel senso di riduzione dello spreco in senso ampio […].
L’area, oggetto del concorso, è di fatto il punto di connessione tra il sistema di futura realizzazione dei corpi di fabbrica residenziali e l’attuale Palazzo Municipale, il nuovo sistema si innesta nell’ambito costruito ben definito dell’attuale tessuto urbano, una sorta di isola che ha come relazione principale l’asse tra Piazza Italia, con l’attuale sagrato della chiesa ed il municipio stesso, elemento di riferimento dello storico sistema urbano di cui mantiene le peculiarità morfologiche. La sede municipale diventa l’unità generatrice su cui si attesta un nuovo brano urbano, lungo l’asse su quale si era storicamente sviluppato l’abitato. Nell’area di concorso, adiacente il municipio si prevede la collocazione di altre funzioni centrali in modo da determinare una trasformazione strutturale del nuovo centro di Collebeato.
In questo quadro il principale obiettivo del progetto diviene la definizione di una figura architettonica del nuovo edificio fortemente correlata e generativa del disegno degli spazi esterni, che si confronti e contribuisca alla formazione del nuovo tratto del paesaggio urbano nella sua espressione contemporanea. Questa figura forte e unitaria nel suo risultato viene generata per addizioni figurative di elementi d’architettura del nuovo edificio contestualmente interattivi e formalmente definiti per costituire un’unità urbana più complessa. In questo senso il progetto si articola riprendendo e potenziando elementi morfologici strutturanti del Palazzo Municipale e della Sala Consiliare compreso spazi aperti a loro afferenti e storicamente consolidati. Da questa scelta deriva un atteggiamento preciso rispetto al rapporto tra la parte storica, integra nella sua struttura tipologica, ed il nuovo intervento, come principio compositivo del progetto esso diviene una delle parti di cui si compone.
Gli spazi pubblici esterni - Il rapporto tra la forma e lo spazio si fonda sull’economia dispositiva del costruito - urbano e architettonico rispetto all’uso del suolo - in chiave compatta producendo una matrice a tessuto.La matrice urbana si fonda sull’alternanza, per disposizione e scala, dei pieni e vuoti nella successione gerarchica di caratteri fondativi diversi quali la piazza_il campo_il chiostro. I corpi costruiti e i spazi aperti del CIS 3 stabiliscono le variabili associazioni _ morfologiche _ prospettiche _ relazionali complesse e proprie di un brano di città compiuta, di fondazione ma contemporaneamente di forte vocazione contestuale.
Il nuovo ampliamento è costituito da un edificio compatto realizzato su tre piani più un tetto giardino che rappresenta la volontà di conferire il concetto di spazio pubblico esterno anche all’ultimo livello. L’edificio è un elemento connettivo centripeto tra sistemi esterni, che da esso vengono acclusi in una sorta di percorsi strutturati. Esso costruisce un recinto articolato che riporta a una scala maggiore la figura complessiva dell’intervento e organizza un sistema di spazi, pubblici aperti quali la storica Piazza Municipio, la piazza retrostante al Municipio Campo del Traguardo, piazza parcheggio In sosta Verde, il chiostro tecnologico Chiostro in Sole, il chiostro di nuova formazione della Sala Consiliare Chiostro del Passo, e infine il Chiostro in Alto formalizzato come tetto giardino e situato in copertura del nuovo edificio.
Lo spazio aperto pubblico così composto è principalmente dedicato agli usi civici consolidati dalla collettività, e gli spazi aperti pur unendo in parte le funzioni gia presenti ridisegnano l’intero impianto connettivo e relazionale del territorio interessato.
L’edificio - La forma dell’edificio e la disposizione delle sue aperture sono fondate sul rapporto intelligibile e sostenibile tra corpo costruito e le sue componenti prettamente tecnologiche, consapevole del valore d’integrazione dei sistemi tecnici da un lato e dall’altro nel rispetto dei parametri della componente energetica passiva quale orientamento – disposizione – protezione - delle forme e dei spazi in funzione dell’asse eliotermico. Con la lieve rotazione con cui tende a disporsi e attraverso l’economia della sua disposizione interna l’edificio enuncia la sua appartenenza a un ordine di edifici che si basano sul concetto sostenibilità ambientale . E’ previsto che l’edificio sul fronte sud sia provvisto di un rivestimento tecnologicamente innovativo, solarwall e campo solare termico/fotovoltaico, in quanto fonte di energetica rinnovabile, costruito in muratura a cassa vuota con involucro ventilato, raggiungendo la classe energetica A secondo i criteri della Regione Lombardia. Sotto la piazza Campo del Traguardo sarà inserito il serbatoio di accumulo termico stagionale come l’elemento di conservazione della produzione di energia disponibile.
L’edificio si caratterizza per il forte plasticismo, di forma costruita per fronti compatti, con loggiato a doppia altezza presente sia a lato est che ovest sottolinea la destinazione pubblica e civile dell’edificio, trovando al suo interno un grande atrio (elemento di connessione est ovest) e una galleria centrale trapezoidale, dalla quale si accede al vano ascensore o, proseguendo dal loggiato verso nord, si giunge al blocco di scale che distribuisce i quattro livelli di cui si compone la struttura.
 
2° classificato il progetto dell’arch. Giorgio Santagostino (capogruppo) che “Propone una interessante ricerca tipologica della piazza definita su quattro lati” e ben articola “le soluzioni di carattere funzionale e distributivo”.
 
3° classificato il progetto Poli(S)centricità degli architetti Simone Papais (capogruppo) e Giovanni Marconi premiato perché “Si riconosce nella semplicità della proposta un alto grado tecnico-costruttivo che ne dichiara la fattibilità”.
Il progetto si muove all’interno di una realtà urbana frammentata, caratterizzata da un’edilizia rada che si stende a bassa intensità sul territorio; la scelta è stata quella di operare nella frammentazione, mantenendo il carattere di autonomia formale e funzionale degli edifici esistenti, e progettando un edificio come elemento autonomo che si proietti nello spazio urbano definendone la configurazione.
La sfida progettuale è proprio quella di accettare l’intorno e di tentare di connotare le aree urbane come ambienti, con materiali, finiture e proporzioni tali da definire più spazi pubblici che abbiano delle qualità per divenire veri e propri “ambienti urbani”, ossia luoghi che siano non solo palinsesto per i flussi ciclopedonali ma che possano essere “luoghi dello stare”.
 
Infine due menzioni sono state attribuite all’arch. Marino Bortolotti (capogruppo) “Per l'impiego di un linguaggio architettonico che si ripromette di coniugare con la nuova proposta gli edifici esistenti” e all’arch. Mario Mento (capogruppo) “Per l'attenzione alla definizione morfologica degli spazi aperti”.

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