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URBANISTICA

Veneto: modificata legge sul governo del territorio

di Rossella Calabrese
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Deroghe per semplificare la costruzione di piscine negli agriturismi

Vedi Aggiornamento del 14/10/2008
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26/06/2008 - Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato recentemente il collegato alla finanziaria 2007 che apporta modifiche alla vigente disciplina in materia di governo del territorio, parchi naturali, edilizia pubblica e infrastrutture.
 
Si tratta di un disegno di legge che modifica la legge regionale n. 11 del 23 aprile 2004 “Norme per il governo del territorio” prevedendo, ad esempio, la possibilità per la Giunta regionale di approvare con accordi di programma i progetti strategici (interventi di particolare rilevanza per parti significative del territorio) previsti nel documento preliminare di Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC), purchè non siano in contrasto con il PTRC vigente.
 
Sono state modificate, inoltre, le norme che disciplinano l’edificabilità in zona agricola: gli interventi edilizi funzionali all’attività agricola, sia destinati alla residenza che a strutture agricolo-produttive, saranno ora consentiti anche in deroga ai requisiti richiesti dall’art. 44, comma 2, della LR 11/2004 (status di imprenditore agricolo) se necessari per adeguarsi a norme regionali, statali o comunitarie, se realizzati da enti pubblici e se finalizzati alla creazione di imprese agricole da parte dei giovani.
 
La nuova legge introduce la possibilità di ampliare le abitazioni in zona agricola fino a 800 mc, comprensivi dell’esistente, purchè eseguiti nel rispetto della tipologia originaria. Inoltre, per favorire le attività turistiche, le aziende di agriturismo e i bed & breakfast potranno costruire piscine. Semplificazioni in arrivo anche per le serre mobili: quelle senza opere murarie fuori terra potranno essere realizzate senza permesso di costruire.
 
Le aziende agricole potranno realizzare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate, in deroga ai requisiti richiesti dall’art. 44, comma 2, della LR 11/2004.
 
Aumentano i casi in cui è possibile per il Comune adottare varianti allo strumento urbanistico generale vigente: oltre che per la realizzazione di opere pubbliche, ciò sarà consentito anche per il recupero degli immobili dismessi dal Ministero della Difesa e per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
 
In deroga al divieto di adottare varianti allo strumento urbanistico generale vigente fino all'approvazione del primo piano di assetto del territorio (PAT), saranno consentite le varianti per la ristrutturazione, riconversione, cessazione, ampliamento e trasferimento di attività produttive, commerciali e artigiane esistenti e di attività turistiche non più compatibili con il contesto insediativo in cui ricadono, previa parere della provincia. Nel caso di trasferimento di attività, è possibile riclassificare l’area che viene lasciata libera ed utilizzare lo strumento dei crediti edilizi. Le attività produttive ubicate in zone improprie possono essere ampliate fino a 1.500 mq e comunque non oltre l’80% della superficie coperta esistente.
 
Le nuove norme sono in corso di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.
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