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ARCHITETTURA

All’UIA 2008 di Torino la casa ‘low cost’ a zero emissioni

di Roberta Dragone

Presentato accordo tra Mario Cucinella e Italcementi

Vedi Aggiornamento del 15/05/2009
07/07/2008 –  Una casa di 100 mq da 100mila euro, costruita utilizzando le più avanzate tecniche eco-sostenibili. È questo l’obiettivo dell’accordo tra il Gruppo Italcementi e lo studio bolognese Mario Cucinella Architects , pronti ad unire i propri sforzi per la realizzazione di nuovi materiali e tecnologie da impiegare nel progetto della Casa “low cost” a zero emissioni. La partnership è stata ufficialmente presentata il 2 luglio scorso presso la sala Parigi del Lingotto di Torino, in occasione del XXIII Congresso Mondiale di Architettura.
 
I tecnici del Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi Group lavoreranno in stretta collaborazione con lo studio dell’architetto bolognese – particolarmente attento alla sperimentazione di materiali tecnologicamente avanzati in grado di migliorare la nostra vita e le performance degli edifici – per lo sviluppo di materiali innovativi ed ecologicamente sostenibili. Il team metterà a disposizione cementi, materiali da costruzione, tecniche per l’isolamento termico e acustico e processi di industrializzazione per la riduzione dei costi di costruzione.
 
Si avvia così un nuovo tipo di rapporto tra industria manifatturiera e architettura, che mette a confronto e relaziona campi diversi del sapere con lo scopo prioritario di salvaguardare l’ambiente e costruire città migliori.
 
La realizzazione della casa con “zero spese e zero CO2” non rappresenta solo un’idea; è bensì un progetto concreto che sarà a breve realizzato a Settimo Torinese, dove sono previsti trenta alloggi eco-sostenibili in un’area industriale dimessa oggetto di un intervento di recupero urbano.
 
Si tratta di una abitazione eco-sostenibile moderna, che lascia spazio alle differenti identità e modi di vivere. La composizione della forma può essere decisa scegliendo le diverse ipotesi e consente la realizzazione di soluzioni spaziali che esprimono il desiderio di coloro che le abitano. Una prefabbricazione non standardizzata, con elementi strutturali leggeri e attrezzature mobili, come pareti scorrevoli e curvabili e sistemi di chiusura a monoblocchi, consente di diversificarne l’aspetto sia esterno che interno.
 
“La struttura – spiegano dallo studio MCA Archietcts – garantisce zero emissioni di CO2, grazie all’impiantistica fotovoltaica integrata architettonicamente, all’utilizzo di superfici captanti energia solare per i mesi invernali, circolazione interna dell’aria per quelli estivi, e a tutte le strategie passive adottabili per rendere l’edificio una macchina bioclimatica”.
 
“Il contenimento dei costi di realizzazione è invece affidato all’impiego di prefabbricazione leggera e flessibile: elementi strutturali, apparati tecnici, attrezzature mobili come pareti/pannelli scorrevoli-smontabili-curvabili per la divisione interna degli alloggi; sistemi di chiusura o tamponamenti monoblocco fatti di componenti sostituibili che possano diversificare l’aspetto esterno, ma anche garantire un’estensione di quello interno (balconi, terrazzini, logge, eccetera)”.
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