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LAVORI PUBBLICI

Piano Ance per recuperare i ritardi infrastrutturali

Grandi opere e piccoli interventi al servizio dei centri urbani e produttivi

Vedi Aggiornamento del 02/03/2009
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03/07/2008 - In occasione della presentazione del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria - Dpef per gli anni 2009-2013 , l’Ance ha espresso il proprio punto di vista (vedi il documento allegato sotto) in merito alle scelte non più rinviabili da parte del Governo per avviare quel processo di recupero del ritardo infrastrutturale italiano necessario allo sviluppo e alla competitività del Paese.
 
In particolare, nel documento l’Ance ha formulato un’ipotesi di pianificazione strategica del territorio elaborando un modello di sviluppo unitario che vede coinvolti tutti i livelli di governo. Il modello individuato parte dalla necessità di intervenire sulle grandi reti di collegamento europee e nazionali, i cosiddetti “interventi cardine”, al fine di creare l’impalcatura fondamentale rispetto alla quale si collocano gli “interventi complementari” che potranno radicare sul territorio gli effetti positivi prodotti dall’assetto infrastrutturale determinato dalle grandi reti.
 
Pertanto, l’integrazione dei grandi assi di collegamento con il sistema infrastrutturale “complementare” costituisce l’unica opportunità per riorganizzare l’intera area vasta e un mezzo di esternalità e di potenzialità territoriale. È necessaria, quindi, una pianificazione complessiva del territorio fatta non solo di grandi opere, ma anche di piccoli e medi interventi diffusi al servizio dei centri urbani e produttivi del Paese. Le reti, infatti, svolgono appieno la propria funzione se sono in grado di connettere i centri produttivi, commerciali e insediativi del Paese, ovvero i nodi dell’armatura territoriale, i veri propulsori dello sviluppo. A tal fine assumono valenza strategica quegli interventi di connessione tra le reti e le città che costituiscono la premessa perchè si crei uno scambio positivo tra la vitalità dei nodi e le grandi reti di collegamento.
 
Sulla base di tali considerazioni, l’Ance ha individuato una serie di priorità infrastrutturali, diffuse su tutto il territorio nazionale, che costituiscono le esigenze più urgenti per lo sviluppo del Paese. Appare opportuno dare priorità alla realizzazione dei corridoi transnazionali e dei relativi valichi, nel rispetto dei cronoprogrammi approvati in sede europea, e di quelli nazionali funzionali ai nodi urbani e produttivi.
 
Ad esempio, appare necessario e strategico per i nodi produttivi del Mezzogiorno, altrimenti destinati alla marginalità e all’esclusione da qualsiasi processo di sviluppo, il completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e della SS 106 Jonica nonchè la realizzazione della linea AV/AC Napoli-Bari.
 
Nelle aree del Centro-Nord, oltre agli interventi ricompresi nei corridoi europei, appare prioritaria la realizzazione del corridoio tirrenico con l’adeguamento della SS Aurelia a nord e della Roma-Latina e Cisterna-Valmontone a sud, del Quadrilatero Marche-Umbria e del collegamento stradale Civitavecchia-Orte-Venezia.
 
La definizione delle priorità sui nodi appare, invece, meno agevole perchè dipende dalla governance che si vuole raggiungere secondo una programmazione complessiva ed omogenea dell’intera area.
 
 
Fonte: Ance

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