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Autorità lavori pubblici: presentata relazione 2007
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Autorità lavori pubblici: presentata relazione 2007

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Tanti piccoli appalti, costi elevati, tempi medi molto lunghi

Vedi Aggiornamento del 11/12/2008
14/07/2008 – Il Presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici Luigi Giampaolino ha presentato nei giorni scorsi, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati, la Relazione annuale dell’Autorità relativa all’anno 2007.
 
Un numero elevato di piccoli appalti a fronte di invariati costi di gestione rispetto a gare da milioni di euro. Di qui la necessità di intervenire. Questa la prima osservazione di denuncia da parte dell’Authority.
 
“Gli appalti di importo inferiore a € 150.000 ammontano a € 2,7 miliardi e sono circa 41.128 contro 35.502 di importo superiore a 150.000 €. Se si considera che il costo amministrativo di gestione di un appalto è sostanzialmente indipendente dall’importo a base di gara, l’elevato numero di appalti per importi inferiori a 150.000 euro impone una riflessione sulla necessità di intervenire per razionalizzare i costi di gestione delle stazioni appaltanti anche attraverso un loro accorpamento”.
 
Nel mirino dell’Authority anche il fenomeno della “rincorsa al fatturato da parte delle imprese, fonte di squilibri e di alterazione del sistema di qualificazione”, che sarebbe causato dall’aumento del numero di imprese qualificate registrato negli ultimi tre anni (+ 9%) non proporzionato rispetto alla stabilità della domanda delle stazioni appaltanti.
 
“Pur di mantenere le categorie e classifiche possedute – si legge nella relazione di presentazione - le imprese partecipano alle gare formulando offerte non congrue, tese unicamente all’aggiudicazione della commessa”.  Sarebbe pertanto giustificata la proposta di modifica normativa finalizzata ad ampliare il periodo di riferimento per la dimostrazione dei requisiti da parte delle imprese per ottenere la qualificazione.
 
In merito ai lavori pubblici, la Relazione quantifica un importante aumento della durata media di un appalto: “Vari sono i casi sui quali per effetto di modifiche progettuali, varianti e riserve o addirittura assenza di progettazione, sia le previsione economiche che i tempi di realizzazione sono più che raddoppiati”.
 
L’Authority pone inoltre l’accento sull’affidamento ad altra impresa della “fornitura” del manufatto metallico che, insieme a incompletezze e carenze progettuali, avrebbe causato consistenti aggravi di costi e ritardi di esecuzione.
 
Il rallentamento nella realizzazione delle opere pubbliche deriverebbe inoltre dall’incidenza dei diversi procedimenti di autorizzazione, a causa dell’interferenza di numerosi interessi pubblici settoriali, il cui bilanciamento condizionerebbe, anche dal punto di vista della tempistica, il risultato che si intende perseguire. Dall’incarico di progettazione all’aggiudicazione della gara di lavori occorrerebbero in media 900 giorni.
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