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Piano Casa: la Camera chiede più chiarezza nelle procedure

di Rossella Calabrese

Occorre garantire tempi certi di realizzazione e prevedere altre modalità attuative oltre alla finanza di progetto

Vedi Aggiornamento del 02/10/2008
15/07/2008 - Assicurare tempi certi di realizzazione del piano nazionale di edilizia abitativa e prevedere la non esclusività dello strumento della finanza di progetto come unica modalità attuativa del “piano casa”.
 
Sono due delle osservazioni contenute nel parere espresso dalla Commissione Ambiente della Camera sul Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.
 
La Commissione raccomanda al Governo di definire più nel dettaglio le procedure per la realizzazione del piano casa ( leggi tutto ), non limitandosi esclusivamente all’indicazione di un termine per la trasmissione della proposta di piano nazionale alla Conferenza unificata, come invece prevede il decreto legge. Inoltre, secondo la Commissione, occorre prevedere altri strumenti per l’attuazione del piano casa, oltre a quello della finanza di progetto, anche per evitare la totale «finanziarizzazione» del settore e l’esclusione degli enti locali.
 
Viene suggerito anche di chiarire la definizione di «immigrati regolari», introducendo un esplicito richiamo alla legge 30 luglio 2002, n. 189 e di indicare la tipologia degli interventi da realizzare per il recupero del patrimonio abitativo esistente, introducendo un esplicito richiamo agli interventi edilizi di cui al Dpr 380/2001.
 
La Commissione propone poi di prevedere, anche in via graduale e progressiva, una imposizione sostitutiva sui redditi derivanti da locazione, in modo da rilanciare l’affitto e favorire l’emersione di contratti illegali di locazione e di fare riferimento alla definizione di alloggio sociale prevista nella legge n. 9 del 2007 e nel DM 22 aprile 2008 ( leggi tutto ).
 
Per quanto riguarda le misure per la semplificazione dell’alienazione degli immobili residenziali degli Istituti autonomi per le case popolari, la Commissione raccomanda di assicurare che la gestione di tali alienazioni e i relativi prezzi di cessione non fuoriescano dal solco tracciato dalla legge 560/1993, considerate anche le competenze regionali sulla materia e la necessità di perseguire gli obiettivi di solidarietà sociale tradizionalmente sottesi agli interventi di edilizia residenziale pubblica.
 
Il provvedimento è ancora all’esame delle Commissioni parlamentari.

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