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AUD firma il nuovo impianto di risalita a Bergamo Alta
RISULTATI

AUD firma il nuovo impianto di risalita a Bergamo Alta

di Cecilia Di Marzo

Una sorta di cavallo di Troia ai piedi delle mura

11/07/2008 - Lo studio genovese Aud - Servizi di Architettura e urban design degli architetti Fabio Postani e Valeria Lelli si è aggiudicato il concorso di progettazione per la realizzazione del nuovo impianto di risalita a Città Alta da via Baioni a Sant’Agostino a Bergamo.
 
Il progetto tiene in particolare considerazione le viste da via Baioni e dai bastioni divenendo esso stesso un luogo di estensione del panorama già oggi godibile dalle mura.
Le mura venete nel XXI secolo dovranno sopportare l’invasione quotidiana dei turisti e di coloro che operano e abitano nella città alta. Questa invasione pacifica deve essere gestita, organizzata logisticamente ed esteticamente, così come avviene nelle città storiche che attirano milioni di visitatori. In questa logica lo sviluppo di un percorso di penetrazione da nord-est diventa l’occasione per implementare un sistema di impianti meccanizzati già esistente sui fronti sud e ovest della città alta e per potenziare i collegamenti pedonali. La collocazione strategica definita a livello urbanistico deve comunque abbinarsi ad un intervento progettuale che interferisca il meno possibile con l’equilibrio di disegno urbano e di paesaggio consolidatosi nei secoli. In tal senso la ricerca progettuale si e’ sviluppata su tre linee principali:
- approccio ai luoghi che, pur fedele ad un’interpretazione contemporanea Dell’architettura, rispetti volumetrie e materiali dell’esistente;
- eliminazione degli elementi spuri che nei decenni passati si sono sedimentati lungo i Percorsi nell’intento di evidenziare le qualità del preesistente;
- interconnessioni massime tra percorsi di vario tipo ( pedonali - meccanici – ciclistici - automobilistici ) e valorizzazione di quelli esistenti.
Il percorso in oggetto viene immaginato lungo la direttrice proposta dalla Amministrazione comunale lungo un canyon che dal ponte sulla Morla, raggiunga, tramite una rampa a pendenza costante, i piedi della torre ascensore. Il materiale di scavo viene riutilizzato in loco ad allargare l’area ai piedi delle mura per fornire così l’occasione di creare un nuovo percorso pedonale che, staccatosi dalla attuale pista ciclabile e attraversato il suddetto canyon, si avvicini alle mura ne lambisca l’angolo nord-est, e raggiunga l’ampio pianoro sul fronte est. Questo spazio, attualmente negletto viene ridisegnato nel suo confine esterno con la piantumazione di ciliegi, flora di transizione tra il prato e il bosco immediatamente sottosante.
Sulle mura gli attuali percorsi in pietra vengono incastonati da un deck in legno che struttura lo spazio sul baluardo del pallone, e, pur nel rispetto dei volumi e delle superfici in pietra storici offre un’area facilmente fruibile per il relax, il gioco, ed anche le rappresentazioni. Un attento modularsi di pavimentazioni naturali, alternativamente morbide e rigide, la presenza discreta e continua dei corpi illuminanti si configurano come il fil rouge che guida il viandante fino al cuore della vecchia città.
Il percorso sottostante attraverso le fermate intermedie e la scala si connette al sistema creando una rete di massima fruizione e flessibilità. I ciclisti potranno usufruire di tutti questi percorsi sia naturali che meccanizzati. Le mura emanano l’energia di una presenza arcana e avvolgente. Il prato sottostante si nutre di questa energia, lo spettatore e’ avvolto da questo senso di mistero e di forza emanati dai volumi rigorosi e possenti; come contaminare questo luogo magico?
AUD ha immaginato di posizionare una macchina da guerra, una sorta di cavallo di Troia ai piedi delle mura. Questa torre d’assalto si configura con una pelle lignea che riecheggia le forme delle mura stesse nel susseguirsi di angoli acuti ed ottusi. Questa pelle stempera la presenza retorica e sfacciatamente contemporanea della torre di vetro che contiene le cabine necessariamente vetrate. AUD ha pensato ad un volume allungato per privilegiare la percezione di una forma esile nella vista obbligata di chi attraversi la Morla o si trovi sui bastioni sud ed una forma dilatata, quasi una estensione delle mura stesse sul fronte est in modo tale che la terrazza di attesa dell’ascensore possa diventare un luogo di contemplazione e panorama.
La scelta di inserire la scala vuole dare alla stessa una funzione non solo di servizio (utile anche se non indispensabile nelle fasi di manutenzione degli impianti). Il percorso pedonale, di avvicinamento al bastione e alla torre ascensore è realizzato ai piedi di un canyon scavato frontalmente partendo dalla pista ciclabile (questa soluzione e’ più economica di quelle a galleria e a pozzo). Questa scelta tra l’altro permette la vista reciproca tra il ponte e la torre ascensore raggiungendo il duplice obiettivo di percepire la plasticità dei muri e quello di rassicurare i fruitori nell’inoltrarsi lungo di esso, magari in ore notturne.
 
Lo scavo forma quindi una sorta di canyon: nella parte più profonda di esso si crea uno spazio che nella sua sproporzione tra larghezza ed altezza si carica di tensione percettiva verso l’alto. Questa tensione viene altresì esaltata spezzando le pareti sia planimetricamente che in alzato al fine anche di variare la percezione di un percorso sostanzialmente rettilineo lungo più di 60 metri. La copertura in cristallo spezzata si situa all’imbocco del percorso ad una quota che mantiene la proporzione tra larghezza ed altezza impennandosi invece all’estremo del percorso per permettere la percezione della torre. In superficie un ponte mantiene la continuità tra il percorso che armoniosamente arriva dalla pista ciclabile e attraverso i terreni di proprietà si congiunge con la pedonale che dalla porta di Sant’Agostino scende alla galleria d’arte moderna e l’accademia Carrara.
I percorsi si incrociano per varietà e modalità in riferimento ad un modello di mobilità complesso e non obesogenico. Sul baluardo il progetto propone, attraverso una articolazione di pavimentazioni in pietra, legno e prato, una disegno essenziale che riprenda quello originario assolutamente affascinante. Il progetto vuole esprimere la sua fisicità attraverso l’uso di materiali primari ed e’ l’unica via di dialogo con preesistenze così nette precise ed espressive. Il percorso si struttura su quattro ambienti principali:
- il primo tratto pedonale in pietra locale chiara (cardaro o similare) sia sulla pavimentazione che sulle pareti a corsi orizzontali. La copertura in cristallo protegge e intende creare una dinamica percettiva esaltando la verticalità della torre;
- la torre rivestita da una pelle lignea che stempera il linguaggio tecnicistico della via di corsa e della cabina in cristallo per permettere la massima percezione del Percorso. Salendo sull’ascensore si predilige la percezione delle mura mentre sulla terrazza di sosta i tagli in facciata permettono di contemplare il panorama verso le colline. Questa pelle al buio si smaterializza alla luce del vano corsa. La torre contiene anche la scala che sarà molto utilizzata in continuità tra il prato dei bastioni e quello sottostante le mura. Sulla copertura potranno essere accolte superfici di pannelli fotovoltaici che potranno integrare l’alimentazione dell’impianto;
- il prato rimane così come e’ e viene solo ridefinito sul bordo dal percorso e dalle essenze. Si delimita così uno parco ‘domestico’ usufruibile lasciando la percezione delle sole mura e della torre;
- i bastioni sulla cui superficie si riorganizzano gli spazi ed i percorsi. In particolare questi ultimi saranno rivestiti in pietra con una illuminazione a terra. I filari di alberi verranno inglobati in un deck di legno sviluppato su due livelli. Ciò permetterà di avere una pulizia percettiva ed una fruizione generalizzata a seduta. Le essenze più significative potranno essere illuminate dal basso per esaltare la plasticità della chioma. La superficie restante rimane a prato. Vengono eliminate tutte le sovrastrutture legate allo sport che non si integrano con la pulizia e la qualità di questi spazi urbani.
 
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